lunedì 15 settembre 2014


                                                         LA DOMANDA  DEL  GIORNO

                                                  INDUSTRIALIZZAZIONE E CRIMINALITA’

                                       Lo Stato, su un territorio che non è in grado di controllare,

                                                 che  tipo di politiche industriali può progettare?    

domenica 14 settembre 2014


Al Sig. Presidente

della  Regione Puglia

NICHI  VENDOLA

 

 

        Sig. Presidente,

mi rivolgo a Lei per sottoporre alla sua riflessione le mie perplessità sul metodo da Lei seguito per  affrontare la controversia tra la Regione Puglia, da Lei guidata, e l’imprenditrice  Sig.ra Alison Deighton, moglie del sottosegretario al Tesoro britannico.

 

La Sig.ra Deighton in data 12 settembre 2014 racconta al Corriere della Sera del suo tentativo di investire 70 milioni di euro per realizzare un resort a Nardò (Lecce) e degli anni che passano senza ottenere le autorizzazioni, anche regionali,  necessarie.

La Sig.ra dichiara: “in Puglia non c’è solo mancanza di certezze nell’iter burocratico, che per l’imprenditore è la morte. Un’altra cosa frustrante è la mancanza di interesse . Come se un progetto da 70 milioni non interessasse la Regione”.

 

Il Corriere della Sera del 13 settembre 2014 riporta, Sig. Presidente, la Sua risposta alla Sig.ra Deighton:

“E’ una vicenda opaca sulla cui storia è bene che dia uno sguardo la Procura della Repubblica di Lecce alla quale consegneremo un dossier”.

Ci dice il Corriere che il T. A. R. Puglia ha data ragione alla Deighton e che la Regione Puglia ha presentato appello al Consiglio di Stato il quale non si sa ancora quando deciderà.

 

Sig. Presidente, mi permetta un consiglio:  Se la sbrighi Lei verificando con i suoi consulenti tutta la documentazione e le procedure fin qui seguite. Ne ha tutto il diritto e l’autorità,  e non crei un ulteriore intralcio all’iniziativa Deighton. Al massimo prosegua dinnanzi al Consiglio di Stato ma lasci perdere la Procura di Lecce dove forse non tutti sono ancora rientrati dalle ferie.

Se la sbrighi Lei a livello amministrativo. E mai possibile che in Italia abbiamo sempre bisogno di un giudice penale per risolvere una qualsiasi controversia che possa nascere tra il cittadino e la Pubblica Amministrazione?

E mai possibile che per ogni documento dove c’è un timbro  di un Ente Pubblico dobbiamo necessariamente attivare  l’apertura di un’azione penale?

Qual è il messaggio che, così facendo, Lei trasmette agli imprenditori  stranieri? E’ un messaggio di una classe burocratica incapace di rispondere alle esigenze della gente e che ai tempi lunghi e lenti per l’iter burocratico bisogna aggiungere  anche i tempi dell’iter giudiziario.

Ma il fatto ancora più grave è il messaggio di rinuncia da parte sua a svolgere appieno il controllo sull’operato di tutti coloro che hanno seguito questa pratica. E forse, ancora più grave, il messaggio di un potere politico non ancora  capace di agire autonomamente senza l’intervento  dell’ordine giudiziario.

Se le cose stanno così, se Lei fosse un imprenditore estero verrebbe ad investire in Italia?

Rifletta bene e cerchi di risolvere la questione con strumenti amministrativi celeri evitando, ove possibile, le aule  giudiziarie.

Nel chiederLe scusa per il tempo rubatoLe, La saluto cordialmente.

Giuseppe Castronovo.

 

 

 

mercoledì 10 settembre 2014


             QUANDO IL RISPARMIO DELLE FAMIGLIE SE LO MANGIA IL COMUNE.

Renzo: il risparmio?

Ludovico: cosa saggia!

Marco: sempre?

Renzo: a dire il vero non sempre.

Ludovico: perché non sempre?

Renzo: quando, ad esempio, è dettato dalla preoccupazione per il futuro a causa della precarietà della situazione politica del Paese che inevitabilmente si riverbera sulle nostre famiglie.

Alessio: un esempio.

Giacomo: quando bisogna mettere da parte del denaro per fronteggiare le maggiori, nuove e impreviste tasse di cui lo Stato e i Comuni non sono neanche in grado di dirci in anticipo l’importo e la data di pagamento   (vedi T. A. S. I.  T. A. R. I.  I. M. U.)

Luigi: il fatto è che, come ci dice l’ I.S.T.A. T. , i Comuni non vogliono ridurre la spesa corrente:   nel 2008 spendevano 48 miliardi che sono saliti a 55 miliardi nel 2013.

Ludovico: sono queste le politiche di contenimento della spesa pubblica?

Giacomo: rassegniamoci. La spregiudicatezza dei Sindaci nel tassare la casa purtroppo non ha limiti.

Prof. Vezio … a Lei la parola.

Vezio: Una saggia politica,, specie se ha la presunzione di definirsi “di sinistra”, dovrebbe sapere che le leggi devono favorire il diritto alla proprietà della casa:  agevolando  la proprietà della casa  si incomincia a dar  luogo, infatti, a una più equa ripartizione della ricchezza nazionale.    

Perché il diritto alla proprietà della casa sia effettivo,  diventa però necessario che questo bene non sia oppresso da imposte eccessive.

L’Imperatore Tiberio amava ripetere ai funzionari che gli proponevano di aumentare le tasse, che “boni pastoris esse, tondere pecus, non deglubere”, e cioè che “il buon pastore deve tosare pecore, non scorticarle”.

Giacomo: grazie prof..  Speriamo che questa antica, ma sempre attuale, saggezza diventi patrimonio anche della nostra classe politica.

(dai dibattiti al Circolo della Concordia).

lunedì 8 settembre 2014


                                                           IL MIO POLITICO IDEALE.

Quello che cerco in lui è:

-la certezza dei valori;

-la coerente fermezza morale;

-il rifiuto del compromesso al ribasso;

-che per lui   l’approvazione del suo operato da parte della sua  coscienza conti di più  della permanenza al          

 potere.