lunedì 8 marzo 2021

LA CANZONE DEL MESE Scegliamo questa volta, quale canzone del mese di Marzo, un brano degli Alunni del Sole dal titolo “Era il tempo di Marzo” del 1976. Non possiamo qui non ricordare tra i loro tanti successi L’aquilone del 1968, Concerto del 1969 e Liù del 1978. ALUNNI DEL SOLE ERA IL TEMPO DI MARZO Era il tempo di MARZO e cantavi anche tu le canzoni d’amore e non chiedevi mai di più Verso sera a letto coi piedi freddi e poi riscaldavi il tuo corpo con un attimo di amore E l’amore, l’amore era tutto per noi senza falsi sospetti senza grandi ingenuità eppure tu mi guardavi come se fossi io l’uomo che viveva insieme a te Ma la notte, la notte era un grande bazar quante lotte nel buio per averti accanto a me per dormire poco tra cuscini colorati per svegliarmi la mattina sui tuoi fianchi abbandonato La mattina noi dietro i vetri ad ascoltarci si fa tardi andiamo solo per dimenticarci un poco e col sole nel vento con la pioggia che veniva giù più padroni di prima ridevamo anche di noi Era il tempo di MARZO quando c’eri anche tu e cantavi canzoni senza chiedere di più dormivamo poco i piedi freddi e poi riscaldavi il tuo corpo con un attimo d’amore gcastronovo.blogspot.it

giovedì 4 marzo 2021

LA CANZONE DEL GIORNO Il 4 marzo 1943 è una data che ci riporta in mente il titolo del brano che l’artista bolognese Lucio Dalla nel 1971 presentò, in coppia con la Nuova Equipe 84, al Festival di San Remo classificandosi al 3° posto. Per omaggiare l’indimenticabile Lucio, senza comunque dimenticare l’autrice del testo Paola Pallottino, ne riportiamo qui sotto il testo. 4 Marzo 1943 - Lucio Dalla Dice che era un bell'uomo E veniva, veniva dal mare Parlava un'altra lingua però sapeva amare E quel giorno lui prese mia madre sopra un bel prato L'ora più dolce prima d'essere ammazzato Così lei restò sola nella stanza, La stanza sul porto Con l'unico vestito, ogni giorno più corto E benchè non sapesse il nome E neppure il paese M'aspettò come un dono d'amore Fino dal primo mese Compiva sedici anni Quel giorno la mia mamma Le strofe di taverna Le cantò la ninna nanna E stringendomi al petto che sapeva, Sapeva di mare, giocava a far la donna Con il bimbo da fasciare E forse fu per gioco o forse per amore Che mi volle chiamare come Nostro Signore Della sua breve vita il ricordo, Il ricordo più grosso, è tutto in questo nome Che io mi porto addosso E ancora adesso che gioco a carte E bevo vino, Per la gente del porto Mi chiamo Gesù Bambino E ancora adesso che gioco a carte E bevo vino, Per la gente del porto Mi chiamo Gesù Bambino E ancora adesso che gioco a carte E bevo vino, Per la gente del porto Mi chiamo Gesù Bambino gcastronovo.blogspot.it

martedì 2 marzo 2021

I MESI DELL’ANNO IN FILASTROCCA (MARZO) Marzo tiene preparata sempre qualche improvvisata. A Marzo taglia e pota se non vuoi la botte vuota. Marzo ventoso, frutteto maestoso. gcastronovo.blogspot.it Giuseppe Castronovo