mercoledì 5 maggio 2021

RICORDANDO NAPOLEONE, OGGI 5 MAGGIO 2021, A 200 ANNI DALLA SUA MORTE Lo ricordiamo con la prima strofa della poesia “cinque maggio” con la quale il nostro Alessandro Manzoni ha contribuito a renderlo immortale. “Ei fu, Siccome immobile, Dato il mortal sospiro Stette la spoglia immemore Orba di tanto spiro. Così percossa, attonita La terra al nunzio sta”. Napoleone, un grande condottiero. Se non altro per aver riconosciuto e affermato che – come lui stesso amava spesso dire - “IL GENERALE PIU’ GRANDE E’ QUELLO CHE COMMETTE MENO ERRORI” gcastronovo.blogspot.it Giuseppe Castronovo.

lunedì 3 maggio 2021

MAGGIO NELLA POESIA NAPOLETANA L’autore Ciro Borrelli, che si definisce “d’e sciure n’amante”, ci dice che a Maggio allo sbocciare dei “fiori dell’ammore” è sbocciato anche l’amore per la sua amata che il poeta definisce “n’incanto”. E’ TRASUTO MAGGIO… (E’ entrato maggio) Io ca d’ ‘e sciure so’ n’amante, Io che dei fiori sono amante quanno t’affacciave ‘a fenesta quando t’affacciavi alla finestra t’ammiravo comme n’incanto… t’ammiravo come un incanto pe’ cchesto te facevo sempe festa, per questo ti facevo le feste e cu ‘e vviole e ‘e ciclamine con violette e ciclamini… p’ ‘a gioja me mettevo abballà, e per la goia mi mettevo a ballare… cu ‘e mmargarite… ‘a matina ela mattina… con le margherite me mettevo a ridere e a pazzià. mi mettevo a ridere e giocare. è trasuto ‘o mese ‘e Maggio! E’ arrivato il mese di maggio! schioppano tutt’ ‘e sciure… sbocciano tutti i fiori… ‘e sciure ‘e ll’ammore. i fiori dell’amore Fuje ‘e ‘stu mese addiruso Fu in questo mese profumato ca ‘e te… m’annummaruje! che di te mi innamorai! Tu bella comme na rosa… Tu bella come una rosa tu…na margarita cianciosa… tu margherita leggerina tu… c’‘o prufumo d’ ‘a viola… tu profumata di viola… tu ‘a cchiù bella, ire na cosa sola: tu… la più bella… eri una cosa sola: “Nu sciore ‘e Maggio” “Un fiore di Maggio” Sì!…è trasuto Maggio! Sì è arrivato maggio! Schioppano ‘e sciure sbocciano i fiori… ‘e sciure ‘e ll’ammore. i fiori dell’amore Fuje ‘e ‘stu mese addiruso Fu in questo mese profumato ca ‘e te… m’annummaruje! che di te mi innamorai! e dimme tu…c’aggia fa’… e… dimmi tu… che posso fare… si chisti sciure j’ se questi fiori io nun te faccio maje mancà? non riesco a farteli mancare? Il testo è stato scritto da CIRO BORRELLI in arte MASSENZIO CARAVITA La traduzione è di Tony Kospan gcastronovo.blogspot.it Giuseppe Castronovo

domenica 2 maggio 2021

I MESI DELL’ANNO IN FILASTROCCA (MAGGIO) Maggio: gli alberi si coprono e noi ci spogliamo. Esplode maggio ed è beato chi per tempo ha seminato. Maggio in fiore riso in cuore. gcastronovo.blogspot.it Giuseppe Castronovo

lunedì 26 aprile 2021

PERCHE’ CHIAMARLI ONOREVOLI E NON DEPUTATI? Totò: amici… questa 18^ Legislatura, iniziata il 23 marzo 2018 è già arrivata al giro di boa. Sarà quindi compito dei politologi cominciare a descrivere gli aspetti, direi le novità più rilevanti che stanno caratterizzando questa Legislatura. Nenè: una delle novità che ritengo meritevole di attenta analisi consiste nell’elevato numero di “Onorevoli di primo mandato parlamentare”, talvolta giovanissimi che per la prima volta siedono nei banchi di Montecitorio e Palazzo Madama. Salvo: ho letto che la stragrande maggioranza di questi nuovi esordienti appartiene al Movimento 5 Stelle di Beppe Grillo. Luigi: trattasi di persone, nella stragrande maggioranza, prive di ogni precedente esperienza politico/amministrativa a tal punto che il Presidente della Repubblica Mattarella ha dovuto conferire l’incarico di formare il Governo a un non parlamentare, il Prof. Giuseppe Conte, docente all’Università di Firenze, ma fino ad allora sconosciuto ai più. Marco: e le conseguenze di tanta inesperienza al potere sono sotto gli occhi di tutti noi. Una legislatura che, per come è nata e per come si sta svolgendo, resterà negli annali della storia parlamentare della Repubblica Italiana. Santo: Prof. Vezio …che giudizio possiamo dare della classe degli Onorevoli di questa 18^ Legislatura? Vezio: grazie. Leggevo qualche giorno fa lo scrittore latino Varrone secondo cui “non tutti coloro che possiedono una cetra sono citaristi”. Oggi più di una volta ho sentito, con riferimento ai nostri Parlamentari, il termine “Onorevole”. Ebbene, dobbiamo comunque sapere che questo termine non è presente nella nostra Carta costituzionale la quale stabilisce: -all’articolo 55 che “il Parlamento si compone della Camera dei deputati e del Senato della Repubblica” ; -all’articolo 56, comma 1° che “la Camera dei deputati è eletta a suffragio universale e diretto”. -all’articolo 56, comma 2° che “il numero dei deputati è di seicentotrenta; -all’articolo 57, comma 2° che “il numero dei senatori elettivi è di trecentoquindici; -all’articolo 58, comma 2° che “i senatori sono eletti a suffragio universale”. Come vedete la Carta Costituzionale è molto chiara in proposito: parla sempre di deputati e di senatori e mai di onorevoli. Come mai? ….. Santo: dica pure. Vezio: l’aggettivo onorevole è un attributo da assegnare a chi, ad esempio, è degno di onore, di rispetto, di stima. Un attributo che si sedimenta nel corso delle generazioni al punto tale che talvolta può anche capitare di sentir parlare di “famiglia tra le più onorevoli della città”. E se i nostri Padri Costituenti non ricorsero a tale titolo, per assegnarlo ai Parlamentari, avevano evidentemente le loro comprensibili ragioni; ragioni che ancora oggi, a distanza di più di 70 anni dall’entrata in vigore della Costituzione, ritengo essere ragionevoli più che mai. Santo: come mai? Come giustifica la sua avversione all’utilizzo di questo titolo da parte dei nostri Parlamentari? Vezio: vedete, quello di “Onorevole” non è solo un titolo ma un vero e proprio “habitus”, termine quest’ultimo che ha la stessa radice etimologica, tra gli altri, di “abito”, ”abitare”, “abitudini”. Quindi il termine habitus, quando riferito ad una persona, risulta strettamente legato alla sua abituale condotta e al suo abituale contegno; cioè all’insieme di pratiche, di atteggiamenti ed azioni che unitamente a conoscenze e amicizie coltivate e praticate nel tempo, esternano la personalità di ognuno di noi quando entriamo in rapporto con altre persone e con l’ambiente dove ci troviamo ad operare. Risulta quindi di facile comprensione come quello di “Onorevole” sia un vero e proprio “habitus” che non si acquista con qualche centinaio di preferenze ricevute in cabina elettorale. Al contrario risulta essere la risultante di quote di capitale morale, culturale, sociale che ognuno di noi acquisisce nel tempo e diventano aspetto, atteggiamento, disposizione, carattere; in breve “maniera di essere” di ognuno di noi nelle nostre relazioni sociali. Nenè: prof… . molto interessante la sua riflessione. Mi sembra, quindi, che da parte sua abolirebbe il titolo di Onorevole per i nostri Parlamentari. Vezio: proprio così! Santo: se le cose stanno così qual è la soluzione? Vezio: amici.. come “non tutti coloro che possiedono una cetra sono citaristi”, così coloro che siedono a Montecitorio non per questo dovranno essere chiamati con il titolo di “Onorevole”. Santo: e allora come li chiameremo? Vezio: Costituzione alla mano chiameremo “Deputati” coloro che siedono a Montecitorio e “Senatori” coloro che siedono a Palazzo Madama. (Dai Dialoghi svolti al Circolo della Concordia) gcastronovo.blogspot.it Giuseppe Castronovo