L'On. Di Pietro incontrando in Transatlantico l'On. Scilipoti gli chede come va. Questi risponde:
"Male. Tasse, tasse, tasse; ci sono tante tasse che non vedo più la casa.
lunedì 30 aprile 2012
FRASE DELLA SETTIMANA
L'On. Di Pietro incontrando in Transatlantico l'On. Scilipoti lo saluta cordialmente chiedendogli come va; lOn. Scilipoti risponde: "male; tasse, tasse, tasse. Ci sono tante tasse che non vedo più la mia casa!"
domenica 29 aprile 2012
LETTERA APERTA AL SIG. GRILLO GIUSEPPE
Sig. Grillo, il politologo Giovanni Sartori nell’editoriale pubblicato sul Corriere della Sera del 25 aprile 2012 afferma che “Grillo non ha nessuna ricetta né comprensione sensata della politica verticale che….deve gestire una immensa organizzazione gerarchica: appunto lo Stato”.
Il Sartori prosegue affermando che “Grillo, spesso efficace nel criticare, è incapace di progettare. Quando propone le cose che sarebbero da fare, il più delle volte propone assurdità o sciocchezze”.
Lo stesso giorno il Presidente della Repubblica parlando a Pesaro, pur senza fare nomi, ha detto di “non dare fiato a demagoghi di turno”.
Stamattina 30 aprile, il Direttore del settimanale Tempi Amicone, intervenendo al dibattito su La 7 Omnibus, ha parlato di Lei dicendo “è uno che sfascia anziché costruire”.
Giudizi pesantemente negativi e senza appello!
Sig. Grillo, poiché il Sartori la definisce ignorante, in particolare, in tema di “organizzazione dello Stato”, mi permetta formulare alcune proposte, che ritengo essere né assurde né sciocche, né demagogiche, relative all’organizzazione dello Stato e degli Enti locali.
Auspico che il suo movimento possa farle proprie per evitare che queste critiche a Lei rivolte possano concorrere a lasciare tutto così com’é ; passo ad una prima serie di queste proposte:
1) COMUNI:
oggi in Italia abbiamo 8.101 Comuni; di questi:
4.600 non superano i 3.000 abitanti;
5.756 “ “ i 5.000 “
E’ un’organizzazione che, risalendo agli Stati preunitari quando non c’erano luce, telefono, tecnologie informatiche, strade asfaltate, automobili…., oggi risulta del tutto anacronistica.Che senso ha oggi chiamare Comune (affidandogli gli stessi compiti del Comune di Milano) una collettività di 33 abitanti come Morterone (Lecco), o di 34 abitanti come Pedesina (Sondrio)?
Bisogna procedere all’accorpamento di questi piccoli Comuni che il grande giurista Massimo Severo Giannini chiamava “Comuni polvere”.
E’ un’operazione da effettuare con la massima urgenza perché l’attuale presenza di migliaia di piccoli Comuni è incostituzionale perché viola, tra gli altri, l’art. 97 della Costituzione: l’attività di questi Comuni è antieconomica, inefficiente e inefficace.
Eppure nonostante ciò l’operazione di accorpamento è quasi impossibile. Ci dice, in proposito il costituzionalista Ettore Rotelli che le ragioni per i quali i partiti non vogliono accorpare i Comuni vanno individuate nelle “esigenze dei partiti intesi come organizzazioni, alle modalità di acquisizione del consenso”. E’ una situazione, aggiungiamo noi, dovuta al fatto che i partiti da tempo, da troppo lungo tempo, sono unanimemente concordi nel considerare i Comuni centri di spesa e facile mezzo di acquisizione del consenso politico. In una situazione del genere a prevalere é purtroppo la diffusa mentalità dei partiti ad anteporre i loro particolare interessi a quelli del Paese. L’accorpamento comporta meno Sindaci, meno Assessori, meno appalti e meno tante altre cose; e tutto ciò non è in linea con i programmi della politica che praticano i nostri partiti. E poiché i partiti prima di scegliere ciò che ritengono giusto e utile per il Paese, molto spesso prendono ciò che risulta utile alla loro causa, diventa impossibile anche accorpare un Comune di 33 abitanti. Lei Sig. Grillo deve sapere che la legge n. 142/1990 prevedeva l’accorpamento dei Comuni polvere, ma quando l’attuale Presidente Napolitano divenne Ministro dell’Interno accantonò la prospettiva dell’accorpamento dei piccoli Comuni favorendo il moltiplicarsi di nuovi Enti locali (Unioni di Comuni ex art. 32 T. U. n. 267/2000) da affiancare i Comuni.
Ed è stato così che aumentando i soggetti pubblici con relative cariche da ricoprire è aumentata a dismisura anche la spesa pubblica.
Cosa Le chiedo? Il suo movimento diventi paladino dell’antica proposta di procedere all’accorpamento dei piccoli Comuni.
REGIONI:
Oggi in Italia abbiamo 20 regioni: 15 a statuto ordinario e 5 a statuto speciale.
Il sociologo Ricolfi ha scritto di recente che gli sprechi e le inefficienze delle Amministrazioni regionali dono determinate “dallo statuto ordinario o speciale delle Regioni, con le Regioni autonome che tendono a spendere di più di quelle ordinarie…per questo la Sicilia è la maglia nera del mezzogiorno e la Valle d’Aosta è la maglia nera del nord……Il fatto di essere a statuto speciale aumenta la spesa di 3/4 punti rispetto ad una Regione a statuto ordinario…..Il fatto di essere piccola (sotto il milione di abitanti) aumenta la spesa di almeno un altro punto”.
Le Regioni a statuto speciale nascono in un momento storico (immediato dopoguerra) oramai superato e non c’è più alcun motivo perché continuino ad usufruire di tali privilegi.
Effetti distortivi e scandalosi dell’autonomia speciale:
Hanno scritto i giornali, non molto tempo fa, che nella Provincia di Bolzano:
- il Presidente guadagna 25.600 euro al mese;
- il Vice Presidente guadagna 24.300 “ “ “
Cosa Le chiedo? Il suo movimento faccia due proposte:
1) Ridisegnare l’assetto regionale del nostro Paese: non è più possibile avere Regioni più piccole del più piccolo quartiere di Roma. Non possiamo più permetterci il lusso di mantenere Regioni come la Basilicata , l’Abruzzo, il Molise, l’Umbria;
2) assoggettare tutte le Regioni, risultanti a seguito di questo generale riassetto, ad un’unica disciplina, eliminando la distinzione tra Regioni a statuto speciale e Regioni a statuto ordinario.
PARLAMENTO:
Il numero dei deputati è 630, 12 dei quali eletti all’estero.
“ “ “ senatori è 315 6 “ “ “ “ .
A questi vanno aggiunti i senatori a vita (ex Presidenti della Repubblica più i senatori a vita nominati dai Presidenti della Repubblica).
La invito a proporre:
1) di ridurre a 400 il numero dei deputati;
2) di ridurre a 200 il numero dei senatori;
3) di eliminare i senatori a vita: Per evitare che il prof. Sartori la bocci per mancata motivazione della proposta, gli dica che 8/10 senatori a vita su 200 possono cambiare i rapporti di forza, tra le forze politiche, così come usciti dalle urne. Non vogliamo vedere più al Senato, poi, scene da pronto soccorso: senatori portati in barella per salvare il Governo dalla sfiducia! Si godano la vecchiaia in santa pace!
4) Di eliminare i deputati e i senatori eletti all’estero. Costano molto e non servono! Per curare i nostri interessi all’estero ci sono già: il Ministero degli steri, Ambasciate, Consolati.
Lo abbiamo visto con la vicenda indiana dei Marò: chi si è smosso per sbrogliare la matassa? Non certamente parlamentari eletti in India, ma il Ministero, il Consolato e l’Ambasciata.
COMPENSAZIONE E SUICIDI IMPRENDITORI
Sig. Grillo deve portare avanti un’altra battaglia di civiltà: non c’è civiltà quando lo Stato (lo scrivo ancora con la S maiuscola) e tutti gli altri Enti pubblici (Comuni, Province, Regioni, A.S.L….) non pagano per anni i loro creditori i quali nel contempo si vedono pignorare, sequestrare da Equitalia i propri beni di produzione se, a loro volta debitori verso la Pubblica Amministrazione. Quando la Pubblica Amministrazione non paga per anni i propri fornitori crea tutte le condizioni dove si annida la pianta del malaffare (corruzione e concussione).
Bisogna stabilire per legge che la Pubblica Amministrazione deve pagare entro 60 giorni; se ciò non avviene risponde in prima persona chi ha ordinato la forniture.
Ma più importante ancora: bisogna introdurre per legge l’automatica applicazione dell’istituto della compensazione nei rapporti tra il cittadino e la Pubblica Amministrazione. Se un cittadino deve 60 allo Stato e questo a sua volta deve 80 al cittadino, lo Stato anziché attivare Equitalia paghie 20 al cittadino così da non consegnarlo in mano agli strozzini!.
Alcuni dei recenti suicidi di imprenditori sono riconducibili, purtroppo al caso sopra descritto!.
Basta con lo Stato che da una parte non paga i suoi creditori e dall’altra affida a Equitalia il compito di carnefice.
L’attivazione di Equitalia in casi del genere sta a dimostrare l’incapacità della politica ad effettuare anche un’attenta analisi degli effetti economici della legge.
Purtroppo la politica finora s’è dimostrata incapace di capire le reali esigenze della Società. Sig. Grillo intervenga Lei portando avanti questa battaglia di civiltà: compensazione …..compensazione ….compensazione.
RIMBORSI ELETTORALI AI PARTITI
Si chiedono Di Primo Di Nicola e Stefano Livadioti su L’Espresso del 16 febbraio 2012 “com’è possibile che il Sen. Luigi Lusi abbia ….fatto scomparire dalla casse della margherita 13 milioni di euro…ai quali bisogna aggiungere il mistero sui 26 milioni “scomparsi” dai conti della Fondazione alleanza nazionale al centro di un feroce scontro tra finiani e colonnelli.
Nel caso dei contributi qualcuno si é dimostrato più bravo degli altri: E’ il caso del P.D., che nel 2008 ha riscosso 180 milioni tondi di euro a fronte di una spesa effettiva di soli 18 milioni e spiccioli”.
Se i giornalisti dicono il vero – e non c’è da dubitare – o la legge sui rimborsi è incostituzionale e allora la Corte la deve annullare o l’aggettivo con il quale qualificare quelli del P. D. non è certamente bravo ma…. Bravo è un eufemismo che non rende giustizia a quello che è realmente accaduto.
La legge sui rimborsi è incostituzionale per palese irrazionalità a causa della palese divaricazione tra il titolo (che parla di rimborsi) e i risultati effettivi (cioè i soldi che i partiti portano a casa).
Lo sappiamo bene cos’è successo: poiché il Parlamento si vergognava a fare una legge identica a quella abrogata dal referendum ha chiamato rimborsi cifre che sono addirittura superiori a quelle previste dalla legge abrogata dal referendum.
Un evidente imbroglio alle spalle della sovranità popolare. I partiti abbiano il coraggio di modificare l’articolo I della Costituzione secondo cui “la sovranità appartiene al popolo”. Ma fino a quando non lo fanno sono tenuti ad attenersi alla volontà sovrana del popolo e non fare più leggi che sostanzialmente sono identiche – se non peggiori – di quelle abrogate dal referendum.
In questo caso i partiti hanno voluto perseguire un risultato che è contrario anche allo stesso titolo della legge.
Sig. Grillo si attivi per mettere la Corte Costituzionale nelle condizioni di dichiarare incostituzionale la legge sui rimborsi elettorali: ci sono tutte le condizioni.
P.S. Prof. Sartori poiché in Lei ho sempre apprezzato la lucidità delle sue tesi, La invito ad aiutare il Sig. Grillo che oggi sta svolgendo la funzione del termometro. Poiché sarebbe da sciocchi distruggere il termometro che evidenzia uno stato febbrile, altrettanto da sciocchi sarebbe demonizzare in modo acritico il Sig. Grillo che evidenzia la grave crisi che attraversa la politica italiana. Del resto affermare che tutto va bene – come ha detto Zagrebelsky su Repubblica del 18 aprile 2012 – “questa sì sarebbe una pretesa antipolitica”.
Lei, Prof. Sartori, ha tutti gli strumenti per dimostrare l’incostituzionalità della legge sui rimborsi:
se il referendum abrogativo fosse dotato di forza legislativa, il risultato favorevole all’abrogazione di una legge sarebbe suscettibile di essere sostituito dal legislatore con una nuova legge. Poiché il referendum è, invece, dotato di sola forza abrogativa, il raggiungimento del quorum favorevole all’abrogazione di una legge non potrà mai essere aggirato dal legislatore con l’approvazione di una nuova legge sostanzialmente identica a quella abrogata per via referendaria. E questo, purtroppo è quanto avvenuto con la legge n. 157/1999.
Grazie professore .
Sig. Grillo nel ringraziarla per l’attenzione che vorrà riservare alla presente La ringrazio cordialmente .
Giuseppe Castronovo
domenica 22 aprile 2012
CRONACHE DALL'OLIMPO - L'ON. SCILIPOTI ILLUSTRA I PUNTI CRITICI DELLA NUOVA TASSA SULLA CASA (I.M.U.) AGLI DEI DELL'OLIMPO. IL CONCLAVE DEGLI DEI DICHIARA INCOSTITUZIONALE LA LEGGE SUI RIMBORSI ELETTORALI
ZEUS: Divinità tutte che abitate l’Olimpo, siamo qui riunite d’urgenza per esaminare e votare la proposta della Dea Vesta, protettrice della casa e della famiglia, tendente a far dichiarare incostituzionale la legge del Parlamento Italico n. 157/1999 “Nuove norme in materia di rimborso delle spese elettorali”. La Dea Vesta ha facoltà di illustrare la sua proposta.
VESTA: Grazie mio sommo Zeus.Vedo che anche a te è arrivato il grido di dolore delle Italiche Genti. In una settimana la mia richiesta è stata da te, unitamente all’Ufficio di Presidenza, esaminata e portata alla discussione di quest’Alma Assemblea.
Come avevo in precedenza avvertito, data la tecnicità del tema in esame, ho portato con me, perché possano meglio illustrarlo, il grande giurista Cicerone e il costituzionalista Solone.
Io, da parte mia, ritengo doveroso illustrare in via preliminare le motivazioni alla base della mia richiesta. Divinità tutte che abitate l’Olimpo sapete come purtroppo l’Italico Paese dei grandi Cicerone, Empedocle, Archimede, Gorgia da Leontini, per citarne solamente alcuni, sia attraversato da una grave crisi economica senza precedenti. Una crisi che colpisce in particolar modo le famiglie che adesso devono pagare anche una tassa sulla loro casa dove abitano ( I. M. U. ).
Ho deciso di presentare, unitamente ad alcune Divinità particolarmente venerate nelle terre di Girgenti, Calascibetta, Lampedusa…ed altre località, la proposta che sto illustrando spinta, a tal fine, dall’On Scilipoti il quale abitando nelle terre della Trinacria è particolarmente sensibile ai temi che riguardano la famiglia. Egli infatti, essendo un medico, vive quotidianamente a contatto con le famiglie e partecipa alle loro sofferenze.
Ebbene, l’On. Scilipoti mi ha illustrato una situazione che presenta segni di palese poca avvedutezza della classe politica dell’Italico Paese nella gestione della cosa pubblica: l’On Scilipoti conosce migliaia di famiglie che, pur essendo proprietarie della casa dove abitano, non hanno le risorse necessarie per dar da mangiare ai propri figli, ma dovranno comunque pagare 3 rate di I.M.U. e se non pagano corrono il rischio che il Sig. Befera, sul cui operato abbiamo a lungo discusso qualche giorno fa in quest’Aula, si approprierà delle case di queste sventurate famiglie.
Per non parlare poi di milioni di cittadini che spinti dall’indigenza hanno lasciato la Magna Grecia per emigrare in cerca di lavoro verso le terre della Padania, quelle bagnate dal fiume Eridanio. Ebbene, anche costoro pagheranno per il loro focolare lasciato nelle terre natie e al quale sono legati da motivi affettivi una I. M. U. pari a tre volte perché considerato seconda casa.
Sempre l’On Scilipoti mi ha riferito che alcuni suoi pazienti anziani, necessitando di assistenza per non essere in grado di compiere gli atti quotidiani, erano stati ricoverati nella pensione Belsito situata in una panoramica valle dell’Etna. Ebbene, queste persone anziane vogliono, mi diceva l’On. Scilipoti, tornare a casa perché la loro unica abitazione é considerata seconda casa e loro sono diventati benestanti, cosicché devono pagare una tassa I. M. U. pari al triplo. Somme di cui ovviamente non dispongono.
Mi raccontava la settimana scorsa sempre l’On Scilipoti che il Senato Italico ha approvato una legge con la quale esonera le banche dal pagare l’ I. M. U. perché, secondo il Governo Monti, svolgono una funzione sociale.
Avete sentito bene! Le banche, a detta del Governo Monti, svolgono una funzione sociale! Ritengo che la prima funzione sociale sia quella svolta dalla famiglia; per cui se c’è qualche soggetto da esonerare questo non può che essere la famiglia. Invece, cosa decide il Governo?
ZEUS: Cosa divina Vesta?
VESTA: dà facoltà ai Comuni di applicare una seconda I. M. U. comunale e di aumentare la tassa sui rifiuti. L’On. Scilipoti ha così commentato queste ultime due decisioni: “Tasse, tasse, tasse, ci sono tante tasse che non si vede più la casa”.
L’On. Scilipoti di cui porto a tutti Voi i più deferenti saluti augura a tutti Noi un sereno dibattito nel supremo ed esclusivo interesse delle Italiche Famiglie.
Nostri emissari, incaricati di verificare l’attendibilità di quanto riferitoci dall’On. Scilipoti, hanno confermato il grido di dolore di giovani madri italiche che non hanno il necessario per sfamare i loro pargoli.
La situazione sociale nell’Italico Paese è drammatica e richiede l’adozione di misure concrete e sensate. Ecco perché, Sommo Zeus, con il Vostro preventivo assenso mi sono avvalsa della consulenza di due grandi giuristi ( Cicerone e Solone ) che illustreranno a tutti noi i motivi che legittimano la nostra richiesta.
Riteniamo che in una sì drammatica situazione sociale sia possibile esonerare dal pagamento della tassa I. M. U. le famiglie proprietarie almeno della casa dove abitano, almeno per le abitazioni fino a 150 mq.. Per mantenere in pareggio il bilancio si riducano drasticamente i rimborsi elettorali ai Partiti di cui abbiamo parlato la settimana scorsa.
La legge sui rimborsi elettorali (n. 157/1999) è del resto, come ci spiegherà il costituzionalista Solone, incostituzionale.
ZEUS: Grazie Vesta, procediamo alle relazioni dei giuristi. Vedo che vuol parlare per primo Cicerone, ne ha la facoltà.
CICERONE: grazie Sommo Zeus e Divinità tutte per l’avermi concesso l’onore di parlare in questa solenne Assemblea. Della relazione consegnata all’On. Vesta, sottoscritta congiuntamente da me e dal costituzionalista Solone, io parlerò a Voi per illustrarvi la prima parte, quella relativa all’organizzazione democratica dell’Italico Paese. Solone, invece, Vi illustrerà la seconda parte dove analizza come le forze politiche di quel Paese hanno di fatto espropriato il popolo della loro sovranità costituzionalmente garantita.
Come sapete, Voi Divinità tutte che abitate il Sommo Olimpo, la prima democrazia del mondo nacque ad Atene nel V secolo avanti Cristo. Si trattava di una “Democrazia diretta”, in quanto i cittadini di Atene erano pochi e potevano riunirsi nell’agorà per discutere ed esprimere direttamente la propria volontà votando le leggi.
Nell’Italico Paese ciò è impraticabile perché vi abitano 60 milioni di cittadini, dei quali 37 milioni hanno diritto di partecipare alle pubbliche Assemblee. E Voi tutti comprendete bene come sia impossibile che tutte queste persone si riuniscano contemporaneamente in Assemblea.. La Democrazia diretta è quindi possibile solo in Stati molto piccoli.
Quella italica è invece una “Democrazia rappresentativa”. Ciò significa che i cittadini dell’Italico Paese scelgono, attraverso elezioni libere e segrete, i propri “rappresentanti” che durano in carica 5 anni e sono chiamati Onorevoli e Senatori. Questi hanno il compito di riunirsi in due separate Assemblee e prendono le decisioni ( si chiamano leggi) che interessano le Genti Italiche.
C’è però anche nell’Italico Paese un caso in cui la Democrazia è diretta: ciò avviene quando si svolge il referendum per abrogare una legge votata dai rappresentanti del Popolo Italico. Vorrei continuare, ma sarei scorretto nei confronti di Solone, per cui la mia relazione termina qui. Sommo Zeus grazie per l’attenzione prestata; spero di essere stato chiaro e non aver deluso le vostre aspettative.
ZEUS: grazie per la lucidità dell’esposizione. Adesso è chiamato a parlare Solone.
SOLONE: Sommo Zeus dopo il dotto intervento di Cicerone spero di essere anch’io all’altezza delle vostre aspettative. Incomincio dicendo che oggi alle genti che abitano le Italiche Regioni è garantito – ma, invero, solo formalmente - un regime democratico nel quale il potere spetta al popolo formato da cittadini liberi e fra loro uguali.
Tutto ciò è solennemente garantito dall’articolo 1 della Costituzione ( la Legge suprema) in vigore nell’Italico Paese, dove leggiamo che “la sovranità appartiene al popolo”. Ciò significa che il potere definitivo di ultima istanza appartiene sempre al popolo. Ecco perché la Costituzione usa il verbo “appartiene”. E’ un verbo non usato a caso. Dovete sapere che i saggi che scrissero la Costituzione all’inizio avevano scritto che “la sovranità emana dal popolo” che ha un significato del tutto diverso: la sovranità che emana si trasferisce dal popolo ad altri; quella che invece appartiene, deve rimanere alla fine sempre in capo al popolo cui spetta la parola definitiva. Fu su mio consiglio che sostituirono il verbo emana con appartiene.
Se la Costituzione dice che la “sovranità appartiene al popolo” vuol dire che a questo deve spettare l’ultima parola. Non è casuale il fatto che mentre la funzione legislativa del Parlamento è trattata negli artico 70-72, il referendum abrogativo è trattato in chiusura, all’articolo 75..
Diciamo, volendo semplificare, che l’attività legislativa del Parlamento è attività di primo grado, mentre l’attività svolta dal popolo con il referendum è attività di secondo grado, come un appello cui spetta confermare o annullare l’operato del Parlamento. Altrimenti non si spiegherebbe il ricorso al verbo “appartiene”. Fin qui la Costituzione.
Che questa da me a Voi esposta, Divinità tutte, sia la tesi più giusta è dimostrato dal fatto che il ragionamento diverso implicherebbe che dopo l’abrogazione referendaria il Parlamento potrebbe riapprovare un nuova legge sostanzialmente identica a quella abrogata. E che il popolo sovrano a sua volta potrebbe i pronunciarsi nuovamente su questa seconda legge abrogandola. E poi? Di nuovo il Parlamento? E poi? Di nuovo il popolo sovrano? Un gioco che non finisce mai! Potete dunque capire come la mia attribuzione al popolo sovrano della parola finale sia quella giusta. Niente di differente rispetto alla giurisdizione dove abbiamo un I° grado, un II° grado (alias:appello) eventuale e la Cassazione solo per garantire l’esatta osservanza della legge. Così nella funzione legislativa: il Parlamento che approva la legge, il popolo sovrano che può eventualmente abrogarla e la Corte Costituzionale che vigila e si pronuncia sull’operato di entrambi per garantire la piena osservanza della Costituzione e delle leggi.
Il fatto critico è che nell’Italico Paese il Parlamento si è arrogato – senza che la Costituzione lo preveda – il potere di pronunciarsi sul pronunciamento referendario approvando una nuova legge sostanzialmente identica a quella abrogata in precedenza dal popolo sovrano. E così facendo i Partiti hanno di fatto espropriato il Popolo della sua sovranità costituzionalmente garantita.
Se la sovranità appartiene al popolo, il pronunciamento referendario che annulla una legge deve essere inappellabile. Una volta che la Corte Costituzionale garantisce la regolarità delle procedure, l’esito del referendum abrogativo non può essere appellato con una nuova legge!.
Quindi la legge n. 157/1999 è incostituzionale perché successiva al pronunciamento referendario del popolo sovrano che aveva abrogato il finanziamento ai Partiti. Se il Parlamento Italico vuole ridare la sovranità al popolo la deve annullare e tutti i soldi che i Partiti hanno finora incassato vanno consegnati allo Stato (stiamo parlando di annullamento e non revoca). Nel Senato Italico c’é la Rosy Bindi che queste cose le sa molto bene essendo stata allieva del Prof. Bachelet. Propongo, a tal fine, che copia del verbale di questa Solenne assemblea venga fatto recapitare all’Ufficio di presidenza del Senato Italico composto, tra gli altri, proprio dalla Rosy Bindi che, da esperta in materia, potrà ravvedersi delle dichiarazioni rilasciate in questi ultimi giorni. Non mi dilungo ulteriormente. Grazie per la pazienza e l’attenzione con la quale mi avete ascoltato.
ZEUS: Molto lucida e convincente la relazione di Solone che ringrazio a nome di tutta l’Assemblea. Il Parlamento Italico vorrà seguire sì lucidi insegnamenti che ridanno vigore alla vera autentica democrazia? Non ci resta che sperare!.
L’Ufficio di Presidenza predisponga tanti plichi contenenti i verbali dei lavori di questa Assemblea quanti sono i Senatori e gli Onorevoli Italici. Ciò al fine di far comprendere loro quanto ci stiano a cuore le sorti dell’Italico paese.
Conferisco ad Apollo l’incarico di latore dei plichi ai Senatori e agli Onorevoli dell’Italico Parlamento.
APOLLO: Accetto volentieri l’incarico conferitomi.
ZEUS: metto ai voti la proposta della Dea Vesta, le relazioni di Cicerone e Solone e le disposizioni da me impartite. Attesto che l’Assemblea del Sommo Olimpo approva all’unanimità.
Non avendo chiesto nessun’altro la parola sciolgo la seduta.
Iscriviti a:
Post (Atom)