lunedì 16 luglio 2018


                                                                    S O G N I

                                           Nelle vostre scelte non fatevi ispirare dalle paure,
                                           ma dai vostri sogni.
                                           (Nelson Mandela)


domenica 15 luglio 2018


                                                                        I   S O G N I
                                                     Preferisco essere un sognatore fra i più umili,
                                                      piuttosto che essere signore fra coloro che
                                                      non hanno sogni e desideri.
                                                  ( Kahlil Gibran)

mercoledì 11 luglio 2018


                               MATTEO  RENZI  OVVERO  IL  SERPENTE  BOA
Marco: amici…. è da alcuni giorni che, senza saper fornirmi una soddisfacente risposta, mi  sto chiedendo……
Totò: che cosa?
Marco: mi sto chiedendo come si possa spiegare la parabola politica dell’ex Presidente del Consiglio Matteo Renzi che in così poco tempo è riuscito a sciupare un patrimonio di attese che buona parte dell’elettorato, piddino e non, aveva riposto in lui. Vedete…
Luigi: che cosa?
Marco:  si tratta di una parabola che accomuna   non poco il nostro Renzi  a  tanti  cantanti definiti “meteore”. Artisti che ottengono  un grande successo con la prima canzone e poi…. E poi tanta difficoltà per fare il bis. Quando Renzi parla del 40% raggiunto dal Partito Democratico alle elezioni europee del 2015, tu puoi senz’altro aggiungere una lunga serie di sonori   flop a partire dal Referendum costituzionale del novembre 2016 che non possono non offuscarne l’immagine.
Giacomo: in effetti il personaggio, il suo modo di agire e di rapportarsi con gli altri meriterebbero una approfondita indagine psicologica e nessuno di noi, senza offendere nessuno dei presenti, penso  sia in grado di effettuare una simile indagine. Prof. Vezio….lei comunque potrà senz’altro dirci qualcosa.
Vezio: grazie per l’invito. Non sarà facile neanche per me, ma vediamo un po’ come ce la possiamo cavare. Vedete amici….è il caso che voi ed io dedichiamo  un po’  della nostra riflessione, sebbene per sommi capi, a come si sia sviluppata la sua carriera. Ebbene, il nostro ex Presidente del Consiglio ricopre la carica di Presidente della Provincia di Firenze tra il 2004 e  il 2009, anno in cui viene eletto Sindaco  di Firenze. Nel 2010 lancia l’idea della “rottamazione”  dei dirigenti piddini di lungo corso provocando l’indignata reazione della Senatrice piddina  Anna Finocchiaro.  Non  passa molto tempo e lo troviamo a dirigere il Partito Democratico divenendone Segretario nazionale nel  dicembre 2013 e poco tempo dopo, con molta abilità – è il caso di dirlo – riesce a scalzare da Palazzo Chigi il Presidente del Consiglio Enrico Letta  ( chi non ricorda  stai sereno Enrico”) e quindi a diventare nel febbraio 2014 Il nuovo Presidente del Consiglio, riuscendo a mantenere contemporaneamente anche la carica di Segretario del Partito Democratico.
Giacomo: una scorpacciata vera e propria!  Una roba da indigestione!
Massimiliano: amici …. l’amico Giacomo mi permetterà, al fine di meglio evidenziare la “scorpacciata renziana”,  di tener conto del fatto che, come  dicono in giro coloro che non gli sono proprio amici, “Renzi è riuscito a mangiarsi anche i comunisti più indigesti”: basti pensare, tra i tanti illustri e meno illustri,   ai rottamati  D’Alema, Veltroni e  allo stesso Enrico Letta.
Vezio: dite bene nel definire la scalata renziana e la sua gestione del Partito Democratico “una scorpacciata”. Vedete….
Alessio: dica pure.
Vezio: una volta ufficializzati i risultati delle elezioni politiche del 4 marzo scorso, con la ennesima sonora sconfitta subita dal Partito Democratico sotto la guida di Matteo Renzi,  mi è capitato di leggere le prime pagine de  “Il piccolo Principe”  scritto da Antoine  De Saint  Exupery. Pagine che mi hanno offerto interessanti spunti di riflessione in relazione al tema che stiamo trattando.
Ludovico: prof. a dire il vero ricordo di averne letto parecchi brani perché era tra i testi adottati a scuola per la lingua francese. Ma non capisco questa associazione.
Vezio: un po’ di pazienza e vediamo se riesco a giustificare questa associazione. Ebbene, il libro incomincia così: “un tempo lontano, quando avevo sei anni, in un libro intitolato “Storie vissute della natura”, vidi un magnifico disegno. Rappresentava un serpente boa nell’atto di inghiottire un animale. C’era scritto I boa ingoiano la loro preda senza masticarla. Dopo di che non riescono a muoversi e dormono durante i 6 mesi  che la digestione richiede”
Dopo aver letto il brano di cui sopra, e pensando a quella che fu l’inarrestabile scalata renziana nella gerarchia istituzionale del nostro Paese  – scalata che qui stiamo definendo scorpacciata -,   dissi fra me che un anno sabatico gli sarebbe stato necessario per digerire la sua scorpacciata. Ma… se rivolgiamo la nostra riflessione  anche all’attenta valutazione dell’amico Massimiliano, circa le modalità con cui Renzi ha gestito il Partito Democratico, ho l’impressione che per Renzi le cose si complicano ulteriormente e un anno sabatico forse non sarà sufficiente.
(Dai Dialoghi svolti al Circolo della Concordia)
gcastronovo.blogspot.it
 
Giuseppe Castronovo



                               MATTEO  RENZI  OVVERO  IL  SERPENTE  BOA
Marco: amici…. è da alcuni giorni che, senza saper fornirmi una soddisfacente risposta, mi  sto chiedendo……
Totò: che cosa?
Marco: mi sto chiedendo come si possa spiegare la parabola politica dell’ex Presidente del Consiglio Matteo Renzi che in così poco tempo è riuscito a sciupare un patrimonio di attese che buona parte dell’elettorato, piddino e non, aveva riposto in lui. Vedete…
Luigi: che cosa?
Marco:  si tratta di una parabola che accomuna   non poco il nostro Renzi  a  tanti  cantanti definiti “meteore”. Artisti che ottengono  un grande successo con la prima canzone e poi…. E poi tanta difficoltà per fare il bis. Quando Renzi parla del 40% raggiunto dal Partito Democratico alle elezioni europee del 2015, tu puoi senz’altro aggiungere una lunga serie di sonori   flop a partire dal Referendum costituzionale del novembre 2016 che non possono non offuscarne l’immagine.
Giacomo: in effetti il personaggio, il suo modo di agire e di rapportarsi con gli altri meriterebbero una approfondita indagine psicologica e nessuno di noi, senza offendere nessuno dei presenti, penso  sia in grado di effettuare una simile indagine. Prof. Vezio….lei comunque potrà senz’altro dirci qualcosa.
Vezio: grazie per l’invito. Non sarà facile neanche per me, ma vediamo un po’ come ce la possiamo cavare. Vedete amici….è il caso che voi ed io dedichiamo  un po’  della nostra riflessione, sebbene per sommi capi, a come si sia sviluppata la sua carriera. Ebbene, il nostro ex Presidente del Consiglio ricopre la carica di Presidente della Provincia di Firenze tra il 2004 e  il 2009, anno in cui viene eletto Sindaco  di Firenze. Nel 2010 lancia l’idea della “rottamazione”  dei dirigenti piddini di lungo corso provocando l’indignata reazione della Senatrice piddina  Anna Finocchiaro.  Non  passa molto tempo e lo troviamo a dirigere il Partito Democratico divenendone Segretario nazionale nel  dicembre 2013 e poco tempo dopo, con molta abilità – è il caso di dirlo – riesce a scalzare da Palazzo Chigi il Presidente del Consiglio Enrico Letta  ( chi non ricorda  stai sereno Enrico”) e quindi a diventare nel febbraio 2014 Il nuovo Presidente del Consiglio, riuscendo a mantenere contemporaneamente anche la carica di Segretario del Partito Democratico.
Giacomo: una scorpacciata vera e propria!  Una roba da indigestione!
Massimiliano: amici …. l’amico Giacomo mi permetterà, al fine di meglio evidenziare la “scorpacciata renziana”,  di tener conto del fatto che, come  dicono in giro coloro che non gli sono proprio amici, “Renzi è riuscito a mangiarsi anche i comunisti più indigesti”: basti pensare, tra i tanti illustri e meno illustri,   ai rottamati  D’Alema, Veltroni e  allo stesso Enrico Letta.
Vezio: dite bene nel definire la scalata renziana e la sua gestione del Partito Democratico “una scorpacciata”. Vedete….
Alessio: dica pure.
Vezio: una volta ufficializzati i risultati delle elezioni politiche del 4 marzo scorso, con la ennesima sonora sconfitta subita dal Partito Democratico sotto la guida di Matteo Renzi,  mi è capitato di leggere le prime pagine de  “Il piccolo Principe”  scritto da Antoine  De Saint  Exupery. Pagine che mi hanno offerto interessanti spunti di riflessione in relazione al tema che stiamo trattando.
Ludovico: prof. a dire il vero ricordo di averne letto parecchi brani perché era tra i testi adottati a scuola per la lingua francese. Ma non capisco questa associazione.
Vezio: un po’ di pazienza e vediamo se riesco a giustificare questa associazione. Ebbene, il libro incomincia così: “un tempo lontano, quando avevo sei anni, in un libro intitolato “Storie vissute della natura”, vidi un magnifico disegno. Rappresentava un serpente boa nell’atto di inghiottire un animale. C’era scritto I boa ingoiano la loro preda senza masticarla. Dopo di che non riescono a muoversi e dormono durante i 6 mesi  che la digestione richiede”
Dopo aver letto il brano di cui sopra, e pensando a quella che fu l’inarrestabile scalata renziana nella gerarchia istituzionale del nostro Paese  – scalata che qui stiamo definendo scorpacciata -,   dissi fra me che un anno sabatico gli sarebbe stato necessario per digerire la sua scorpacciata. Ma… se rivolgiamo la nostra riflessione  anche all’attenta valutazione dell’amico Massimiliano, circa le modalità con cui Renzi ha gestito il Partito Democratico, ho l’impressione che per Renzi le cose si complicano ulteriormente e un anno sabatico forse non sarà sufficiente.
(Dai Dialoghi svolti al Circolo della Concordia)
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Giuseppe Castronovo


mercoledì 4 luglio 2018


                                                                      S  O  G  N  I
                                                       “Non sono niente. Non sarò niente.
                                                                 A parte  questo, ho in me
                                                                   tutti i sogni del mondo”
              Fernando Pessoa



martedì 3 luglio 2018


                                                              I    S O G N I
                                                                         Il futuro appartiene
                                                                   a coloro che credono
                                                                          nella bellezza
                                                                         dei propri sogni”

                                            Eleanor Roosevelt   

lunedì 2 luglio 2018



I  MESI  DELL’ANNO  IN FILASTROCCA

(Luglio)


Luglio: lunghe son le giornate,
porta il pieno dell’estate.

Con Luglio soleggiato
Il vino è assicurato.

Se Luglio fa tempesta
l’uva non riempie la cesta.

Nuvole di Luglio
fan presto tafferuglio.

Di Luglio il temporale
dura poco e non fa male.

Luglio poltrone
porta la zucca col melone.
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domenica 1 luglio 2018



                  RICCARDO DEL TURCO, LUGLIO COL BENE CHE TU VOGLIO….

Sono cinquant’anni che gli Italiani canticchiano la canzone “Luglio” con la quale nel 1968 Riccardo Del Turco partecipò alla kermesse canora “Un disco per l’estate” risultandone  vincitore.
Un motivo alquanto orecchiabile divenuto un vero e proprio inno all’estate,  al mare e agli amori che  nascono – come ci  ricorda un’altra canzone sempre  degli anni  ‘ 60 dei Marcellos ferial  - “Cuando calienta el sol”  .
Luglio, un incipit facile da ricordare e un testo che, nonostante siano trascorsi  cinquant’anni, ancor oggi ci capita di sentire canticchiare.  Ne riportiamo qui qualche strofa.

Luglio , col bene che ti voglio
vedrai non finirà.
Luglio m’ha fatto una promessa
l’amore porterà.
……
Vieni, da me c’è tanto sole
Ma ho tanto freddo al cuore
Se tu non si con me.
 ….
Luglio si veste di novembre
Se non arrivi tu.
Luglio  sarebbe un grosso sbaglio
Non rivederci più.
……….
Luglio, stamane al mio risveglio
Non ci speravo più.
Luglio  credevo ad un abbaglio
E invece ci sei tu.
Ci sei tu in riva al mare
Solo tu, amore, amore
……..
Luglio  ha ritrovato il sole
non ho più freddo al cuore
perché tu sei con me.

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sabato 30 giugno 2018


                                                            I    S O G N I
                                                    “La vita e i sogni sono fogli di uno stesso libro:
                                                leggerli in ordine è vivere, sfogliarli a caso è sognare”
                                               (Arthur Schopenhauer)

mercoledì 27 giugno 2018



                  I VERI MOTIVI DELLA GUERRA DI MACRON CONTRO L’ITALIA
Totò:  amici…non riesco proprio a comprendere le isteriche reazioni del Presidente francese Macron e dei suoi consiglieri nei confronti dell’Italia dopo la decisione del Ministro Italiano degli Interni  Salvini di chiudere i porti alle     navi straniere che,  sotto copertura O.N. G.,  vogliono  attraccare nei porti  italiani per consegnare alle autorità italiane i migranti raccolti in mare.

Cecè: in Europa sono stati male abituati negli ultimi anni e non si aspettavano una simile decisione. Pensano ancora di poterci accontentare con il classico piatto di lenticchie. Chi non ricorda la Sen. Bonino la quale ci svelò quello che nessuno fino ad allora aveva avuto il coraggio di svelarci. E cioè  come l’Europa ci avesse consentito, durante il Governo Renzi, di effettuare delle spese a deficit   in cambio dell’impegno italiano ad accogliere nei nostri porti navi di ogni nazionalità cariche di migranti recuperati in mare.

Franco: e se, caro Cecè, non lo dici tu, lo dico: e così ci siamo trovati cornuti e mazziati; vale a dire con decine di migliaia di migranti   che oggi stazionano nel nostro Paese senza la prospettiva, purtroppo per loro,  di un futuro dignitoso come sperato   e con il nostro debito pubblico aumentato anche durante il Governo Renzi  proprio a causa di questa discutibile decisione.

Nenè: caro Cecè…. quando tu dici “recuperati in mare” ci rappresenti solo l’apparenza di una realtà molto più complessa di quella che ci viene riferita. Una realtà fatta di violazioni di norme del diritto della navigazione, e non solo questo.  Sappiamo,  ad esempio, che le navi O. N. G. oramai vanno quasi sempre a recuperare le persone non in acque internazionali ma in acque libiche.

Giacomo: tornando al Presidente francese Macron mi risulta difficile comprendere la sua frase poco istituzionale rivolta a noi italiani quando parla di una  “Italia irresponsabile, cinica, vomitevole”. Sono parole inaccettabili! Chi può dimenticare la “Vicenda Ventimiglia” con i migranti respinti dalla gendarmeria francese verso l’Italia e costretti a vivere sul greto di un fiume. 
Abbiamo ancora ben presente il modo indegno con il quale la polizia francese ha malmenato una donna extracomunitaria incinta, poi deceduta per i maltrattamenti subiti.
Prof. Vezio lei cosa può dirci in merito?

Vezio: è preoccupante che un Capo di Stato non si renda conto come con le sue deliranti parole stia mettendo in crisi l’Unione Europea. E così fra insulti e deliri arriva a proclamare che in Italia abbiamo un “governo lebbra”.
Il problema dell’immigrazione , amici miei, è più serio di quanto si possa pensare;  e Macron non aiuta di certo a risolverlo con le sue affermazioni di cattivo gusto. Dobbiamo del resto capire…
Giacomo: che cosa?

Vezio: il conflitto che oggi  Italia e Francia stanno vivendo, in tema di immigrazione, non è lo scontro  tra cattivisti noi italiani e buonisti loro francesi; solo una superficiale lettura dei fatti  può suggerire una simile impostazione. Sono gli interessi economici e non i sentimenti umanitari a spingere Macron a questa guerra di nervi con l’Italia. Alla base di questo conflitto c’è stato da sempre, infatti, l’obiettivo francese di disarcionare l’Italia dalla Libia dove,  soprattutto grazie alla cooperazione tra Gheddafi e Berlusconi, gli interessi economici italiani avevano finalmente trovato un sufficiente grado di stabilità in quel Paese. Basti pensare:
-all’affidamento della realizzazione della litoranea libica all’Impresa italiana di costruzioni Impregilo;
-alle politiche energetiche portate avanti tramite l’E.N.I. che era diventato l’attore principale al quale erano state commissionate ricerche di nuovi giacimenti petroliferi in Libia.
 Ecco che allora sarebbe ingenuo pensare che per il Presidente francese Macron la tutela  dei migranti con il loro carico di sofferenze, dei bambini non accompagnati e delle donne incinte  fossero il vero motivo dello scontro con l’Italia .
Non possiamo del resto  tacere sul fatto che è stata proprio la Francia dell’allora Presidente  Sarkozy, gelosa della posizione di privilegiato partner commerciale  di cui godeva allora l’Italia in Libia, a prendere la sciagurata decisione di bombardare  quel Paese, dando così l’avvio allo smembramento della Libia dove oggi non c’è più un unico governo riconosciuto dalla Comunità internazionale e  a questo vero e proprio disastro umanitario.
E fu così che  l’operazione architettata dalla Francia, e assolutamente non osteggiata (per non dire  incoraggiata sottovoce  dall’allora Presidente  della Repubblica Italiana Napolitano da Presidente del Consiglio di difesa),   diede l’avvio alla  destabilizzazione non solo di un’intera regione nord africana ma anche dell’Europa dimostratasi incapace di reggere l’urto  di milioni   di migranti che si presentano alle sue porte.
Ora, il nuovo Presidente francese  Macron, che vuole completare l’operazione iniziata da Sarkozy per consolidare gli interessi economici francesi in terra libica, si trova spiazzato di fronte all’Italia rispetto alla facilità con la quale invece nel 2011 si muoveva l’ex Presidente francese Sarkozy quando da noi al Quirinale sedeva    l’ex Presidente della Repubblica Giorgio Napolitano che prendeva decisioni senza rispondere a nessuno  facendo e disfacendo maggioranze governative in Italia  come fossero birilli.
E’ arrivata finalmente l’ora che qualcuno faccia comprendere a Macron che non siamo più nel 2011 ma nel 2018: Napolitano non è più Presidente della Repubblica e che a Palazzo Chigi  non c’è più il Governo Berlusconi  che i poteri forti italiani ed europei avevano allora deciso di defenestrare; cosa che puntualmente avvenne nel novembre del 2011 quando a Palazzo Chigi salì il Prof. Monti sapientemente nominato Senatore a vita prima di ricevere da Napolitano l’incarico di Presidente del Consiglio.
Forse sarà così che l’atteggiamento della Francia verso l’Italia potrà cambiare e con esso le prospettive di una diversa gestione della politica migratoria dall’Africa verso l’Europa.
Mi sia consentito consigliarvi, per meglio decifrare e comprendere le vicende da me appena cennate, la lettura del libro del giornalista/scrittore americano Alan Friedman “Ammazziamo il Gattopardo”.
(Dai dialoghi svolti al Circolo della Concordia)
gcastronovo.blogspot.it
Giuseppe Castronovo


                                                                          I  SOGNI
                    “Un uomo è vecchio  solo quando i rimpianti, in lui, superano i sogni”
                       (Albert  Einstein)

sabato 23 giugno 2018



                                                     RIFLESSIONE  DELLA  DOMENICA
                                                               Niente passa invano

                                 (Massimo Bubola)

venerdì 8 giugno 2018


SE LA SINISTRA CONOSCESSE IL PENSIERO DEL FILOSOFO CINESE LAO TZU……
Cecè: amici…sicuramente avrete notato anche voi!
Totò: che cosa?
Cecè: quanta generalizzata diffidenza, nostrana ed anche estera, verso il nuovo governo gialloverde – cioè Lega e Movimento 5 Stelle – guidato dal Prof. Giuseppe Conte.
Giacomo: hai ragione, anche se io preferirei parlare di pregiudizi.  Pregiudizi  non solo italiani, ma anche internazionali. I giornali italiani, ad esempio, l’altro giorno riportavano un editoriale del New York Times dove si leggeva nientedimeno che “l’Italia è in preda a una crisi di nervi, l’Italia ha un Governo orrendo”.
Franco: Io invece non ho ancora compreso le allarmanti preoccupazioni della Bonino – non so se in questa Legislatura sia Senatrice o Deputata -  la quale, intervistata dal quotidiano “la Repubblica” del 5. 6. 2018,  arriva  addirittura a dichiarare : in questi giorni ho paura che non sia ancora finito il più grave attacco alla democrazia rappresentativa, alla Costituzione”. Non ci ha fatto sapere se ha visto dei carri armati nelle piazze e se è a conoscenza  di sommosse nelle Caserme.
Giacomo:  prof. Vezio cosa può dirci in merito?
Vezio: ho l’impressione che la Sinistra, nonostante la pesante sconfitta elettorale del 4 marzo di quest’anno, non abbia ancora iniziato a riflettere sui motivi che hanno indotto milioni di  elettori a non fidarsi più delle sue promesse. Una Sinistra che non ha avuto nemmeno l’accortezza di  attendere che il nuovo Governo entrasse nella pienezza dei suoi poteri una volta ottenuta  la fiducia delle due Camere e l’emanazione del primo provvedimento prima di venire a parlarci, così come ha fatto la Bonino, del “più grave attacco alla democrazia rappresentativa”.     Detto ciò rispondo all’amico Giacomo invitando:
- la Sinistra a riflettere sull’insegnamento del filosofo cinese Lao Tzu che quando ci ricorda che: “quella che il bruco chiama fine del mondo, il resto del mondo chiama farfalla”;
-la Sinistra e la Bonino con le sue allarmanti e rumoreggianti affermazioni, a riflettere anche loro  con il filosofo Lao Tzu quando ci invita a meditare  sul  fatto che “fa più rumore un albero che cade che un’intera foresta che cresce”
 (Dai dialoghi svolti al Circolo della Concordia)
gcastronovo.blogspot.it
 Giuseppe Castronovo


domenica 3 giugno 2018



I  MESI  DELL’ANNO  IN  FILASTROCCA
(Giugno)
Spighe d’oro e papaveri in pugno:
tra canti di cicale il biondo Giugno.

Giugno va beato
di spighe inghirlandato.

In Giugno, in bene o in male,
c’è sempre un temporale.

A Giugno con gli amici
andiamo sulla bici.

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mercoledì 30 maggio 2018



                                               MANICOMIO ITALIA
 ILPROF. SAVONA DAL MINISTERO ALL’ECONOMIA AL MINISTERO DEGLI ASILI NIDO

On. Straccio: collega Cencio …la sai la più recente sulla crisi politica?
On. Cencio: in questo manicomio cosa vuoi che sappia!
On. Straccio: c’è stato, all’insaputa di Salvini,  un incontro tra Il Presidente Mattarella e l’On. Di Maio.
On. Cencio: di cosa hanno discusso?
On. Straccio: Di Maio ha proposto a Mattarella, pur di far nascere il Governo  Lega/Movimento 5 Stelle,
di spostare il Prof. Savona dal ministero all’Economia ad un nuovo Ministero creato proprio per il Prof. Savona.
On. Cencio: di che Ministero si tratta?
On. Straccio: Di Maio, visto che è sfumato l’ipotizzato “Reddito di Cittadinanza” ,  ha proposto a Mattarella di creare il Ministero degli Asili Nido con portafoglio  con la proposta del Movimento 5 Stelle   “asili nido gratis per tutti”. E, dulcis in fundo, affidarlo proprio al prof. Savona per le sue competenze economico /finanziarie.
 On. Cencio: Salvini che ne dice?
On. Straccio: Di Maio ha garantito a Mattarella che riuscirà a convincere Salvini della bontà della proposta.
On. Cencio:   quindi dal reddito di cittadinanza  agli asili nido gratis per tutti. Se son rose fioriranno!!
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martedì 29 maggio 2018


                                        SGARBO  ISTITUZIONALE
Il Dr. Cottarelli non ha sentito il dovere istituzionale– l’avrà concordato con il Presidente della Repubblica Sergio Mattarella? -  di consultare nemmeno le forze politiche presenti in Parlamento dopo aver ricevuto
l’incarico di formare un nuovo Governo ma di presentarsi direttamente alle Camere per chiedere la fiducia.
E’ UNO SGARBO, NON SOLO DI STILE, CHE POTREBBE PESARE NON POCO NELLA SOLUZIONE DELL’ATTUALE CRISI POLITICA.
Prof. Vezio
(Dai dibattiti svolti al Circolo della Concordia)

Giuseppe Castronovo

domenica 27 maggio 2018


                   URGENTE UNA RIFORMA DELLA COSTITUZIONE 
Se il risultato   elettorale che il 4 marzo ha premiato il Movimento 5 Stelle e Lega è stata nei fatti  una semplice vittoria di Pirro,  bisogna forse ripensare e riscrivere:
- la parte dell’articolo uno della Costituzione  dove leggiamo che “la sovranità appartiene al popolo, che la esercita nelle forme e nei limiti della Costituzione”.
-gli articoli della Costituzione che disciplinano la “formazione del Governo”
Prof. Vezio
(Dai dibattiti svolti al Circolo della Concordia)
Giuseppe Castronovo




                   URGENTE UNA RIFORMA DELLA COSTITUZIONE 
Se il risultato   elettorale che il 4 marzo ha premiato il Movimento 5 Stelle e Lega è stata nei fatti  una semplice vittoria di Pirro,  bisogna forse ripensare e riscrivere:
- la parte dell’articolo uno della Costituzione  dove leggiamo che “la sovranità appartiene al popolo, che la esercita nelle forme e nei limiti della Costituzione”.
-gli articoli della Costituzione che disciplinano la “formazione del Governo”
Prof. Vezio
(Dai dibattiti svolti al Circolo della Concordia)
Giuseppe Castronovo




                   URGENTE UNA RIFORMA DELLA COSTITUZIONE 
Se il risultato   elettorale che il 4 marzo ha premiato il Movimento 5 Stelle e Lega è stata nei fatti  una semplice vittoria di Pirro,  bisogna forse ripensare e riscrivere:
- la parte dell’articolo uno della Costituzione  dove leggiamo che “la sovranità appartiene al popolo, che la esercita nelle forme e nei limiti della Costituzione”.
-gli articoli della Costituzione che disciplinano la “formazione del Governo”
Prof. Vezio
(Dai dibattiti svolti al Circolo della Concordia)
Giuseppe Castronovo




                   URGENTE UNA RIFORMA DELLA COSTITUZIONE 
Se il risultato   elettorale che il 4 marzo ha premiato il Movimento 5 Stelle e Lega è stata nei fatti  una semplice vittoria di Pirro,  bisogna forse ripensare e riscrivere:
- la parte dell’articolo uno della Costituzione  dove leggiamo che “la sovranità appartiene al popolo, che la esercita nelle forme e nei limiti della Costituzione”.
-gli articoli della Costituzione che disciplinano la “formazione del Governo”
Prof. Vezio
(Dai dibattiti svolti al Circolo della Concordia)
Giuseppe Castronovo



venerdì 25 maggio 2018



                                       RAGIONEVOLEZZA  GUIDA  DELL’UMANITA’

Una delle più grandi tragedie che incombono sulla vita delle persone consiste nel
“continuare a desiderare ciò che non si può raggiungere”.
La ragionevolezza, al verificarsi di una simile situazione, sia la nostra guida.
Giuseppe Castronovo
gcastronovo.blogspot.it

mercoledì 16 maggio 2018



                    SALVINI – DI MAIO  OVVERO DUE TORDI IN UN CARDELLO
Totò: passano i giorni e, nonostante che il Presidente della Repubblica Mattarella incalzi invitando a far presto,  del I° Governo della XVIII^ Legislatura ancora non c’è neanche l’ombra.
Franco: un giorno manca l’accordo sui programmi, l’altro giorno ci sono dei problemi sui nomi e così  di questo passo già siamo al settantesimo giorno dalle elezioni.
Salvo: e ogni giorno, specie in queste ultime settimane, ci riserva il suo colpo di scena.
Marco: quanto tempo possiamo andare avanti così?
Cecè: con le due forze politiche che stanno trattando il programma e la formazione del nuovo Governo sono  radicalmente cambiati i riti della politica che di fatto non sono più quelli che venivano praticati una volta: basti pensare, ad esempio, ai sondaggi on line del M. 5 S. per verificare l’indice di gradimento di un punto del programma da parte del loro elettorato o le consultazioni ai gazebo che vorrebbe svolgere la Lega.
Ennio: un fatto è certo: mancava, per accentuare le difficoltà dei due contraenti nella loro ricerca del punto di equilibrio in grado di smussare  i diversi punti di vista  ancora presenti tra loro, il pressing dell’ Unione Europea  che con il suo Commissario alla Migrazione Dimitris Avramopoulos  fa sapere  di “sperare che con il nuovo Governo in Italia non vi siano cambiamenti sulla linea della politica migratoria”. Dichiarazione, questa, definita da Di Maio e da Salvini “ennesima inaccettabile interferenza europea. Noi abbiamo accolto anche troppo, ora è il momento de3lla legalità, della sicurezza e dei respingimenti”. Lei che dice Prof. Vezio?
Vezio: la vicenda si complica, oltre che  per l’intervento dell’Europa, anche perché sta  risultando più complicato del previsto l’individuazione della persona cui il Presidente Mattarella possa affidare l’incarico di Presidente del Consiglio. Ecco: un giorno salgono le quotazioni di Salvini, il giorno dopo sale Di Maio e scende Salvini; ma nessuno dei due riesce a dare il colpo per spiccare il volo.
Amici miei spero che non finisca come penso. Ricordate cosa dicevano i nostri nonni?
Ludovico: dica lei.
Vezio: dicevano che “due tordi in un cardello prima o poi si dan di becco”
(Dai dialoghi svolti al Circolo della Concordia)
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mercoledì 9 maggio 2018


PERCHE’ LA POLITICA NON VUOLE I TECNICI AL GOVERNO?  ECCO UNO DEI MOTIVI CHE LA STAMPA CONOSCE BENE MA NON CI DICE.
Enzo: amici…. avete notato anche voi ….
Marco: che cosa?
Enzo: come alla politica in generale e ad alcune forze politiche in particolare, al sentir parlare di governo tecnico venga l’orticaria.
Franco: in effetti c’è da chiedersi come mai, nonostante lo stallo in cui oggi si trova la politica italiana, questa paura, così apertamente manifestata, per l’arrivo di un governo del Presidente Mattarella.
Giacomo: è innegabile che oggi parlare di governo tecnico è come parlare al diavolo dell’acqua santa.
Forse sarà il caso di capire come mai questa paura sia così vivamente presente nei Palazzi della politica. Vi dice niente il nome Monti?
La drammaticità della situazione richiede una seria riflessione e un’altrettanta seria ricerca delle reali motivazioni che stanno alla base di questa paura. L’argomento, alquanto complesso, mi impedisce una seria riflessione, per cui col vostro consenso darei la parola al Prof. Vezio.
Vezio: questa che stiamo vivendo è una crisi, usando la terminologia dell’amico Giacomo, “drammatica e complessa”. Una crisi di difficile lettura che si avvita sempre più su se stessa. Ebbene, passiamo alla riflessione richiestami: dobbiamo comprendere le preoccupazioni di alcune forze politiche. Sapete perché?  Citando l’amico Giacomo mi domando anch’io: “vi dice niente il nome di “Monti”?
Ennio: il nome “Monti” nell’immaginario collettivo oramai è strettamente associato al nome “Fornero”  e tutti e due questi nomi al dramma degli “esodati” e delle  loro  famiglie: centinaia di migliaia di famiglie che in una notte si sono ritrovati senza uno stipendio e senza una pensione e con nuove tasse da pagare istituite nella stessa notte.
Vezio: amici.. scusatemi se in questa sede non voglio entrare nel merito dei provvedimenti adottati dal Governo Monti e “fatti” approvare dal Parlamento.. Vi invito piuttosto a riflettere del suo comportamento, anche successivo alla sua permanenza a Palazzo Chigi, e chiederci se sia stato istituzionalmente “neutrale” o meno.
Franco: proprio questo è l’aggettivo utilizzato dal Presidente Mattarella per qualificare il Governo che intenderebbe proporre qualora le forze politiche non riuscissero a trovare  un accordo fra loro.
Vezio:  Il ricorso a quest’aggettivo sta ad indicare, in modo neanche tanto velato, che  il Presidente Mattarella vuole garantire i Partiti che la precedente esperienza di  Monti, che fece una propria lista per entrare in competizione con gli altri Partiti mentre era ancora inquilino a Palazzo Chigi da tecnico, questa  volta non si verificherà. Monti, amici miei, si insedia a Palazzo Chigi da tecnico, diventa politico strada facendo, e fa campagna elettorale da politico mentre è a Palazzo Chigi.  
Ma quello che, a mio avviso, è ancora più censurabile nel comportamento di Monti    sta nelle dichiarazioni che oramai da anni va ripetendo ad ogni intervista.  Vedete….
Giacomo prof. …che cosa?
Vezio: il Monti continuamente, quando gli si fa osservare l’inopportunità di questa sua discesa in campo in occasione delle elezioni politiche del 2013, parola in più o parola in meno, così risponde: “gli italiani sanno che Berlusconi, se io non fossi sceso in campagna elettorale, avrebbe vinto e forse oggi sarebbe anche al Quirinale; e grazie a me tutto questo non si è verificato”.
Parole, a dir poco, sgradevoli, inopportune, idonee solo a farci meglio conoscere la statura del personaggio Monti.
A questo punto è facile comprendere come il comportamento  “non neutrale”  di Monti abbia inferto un grave colpo mortale all’autorevolezza dei governi tecnici e alle prerogative presidenziali nel risolvere le crisi governative attraverso il ricorso ai cosiddetti tecnici.
Sono fatti, questi da me ricordati, che ci consegnano un Monti/Presidente del Consiglio né super partes, né neutrale.
Non posso, quindi, non comprendere tutte le perplessità – meglio dire avversione – del M. 5 S. , della Lega e di altri che, pur  non volendo uscire allo scoperto, nutrono parimenti non poche perplessità verso il tentativo di Mattarella quando prospetta di dar vita a un Governo questa volta definito “neutrale”.

(Dai dialoghi svolti al Circolo della Concordia)
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domenica 6 maggio 2018



                                    RIFLESSIONE  DELLA  DOMENICA
                                                     Il Paese che ignora il proprio ieri,
                                                          non può avere un domani.
                             (Indro Montanelli)

venerdì 4 maggio 2018


DIREZIONE PARTITO DEMOCRATICO:  TRIONFA L’AMBIGUITA’ DELL’UNANIMISMO DEMOCRATICO
Franco: amici…le modalità attraverso cui la Direzione del Partito Democratico, che doveva decidere se trattare con Il Movimento 5 Stelle la formazione di un governo, ha deciso invece di non aprire nessuna discussione con il Movimento guidato da Luigi di Maio è fonte di forti critiche.
Totò: in effetti, se il Segretario del Partito Democratico è Martina, come può essere ancora Renzi a dettare la linea del Partito?
Dino: deve far riflettere il fatto che la linea della trattativa era già stata sposata da alcuni big quali Franceschini, Orlando, Boccia, lo stesso Segretario Martina ed altri, quando l’intervento di Renzi di domenica sera a “Che tempo che fa” condotto da Fazio  ha sparigliato le carte in tavola.
Giacomo: un intervento, questo di Renzi, con lo scopo di bloccare il tentativo del Presidente della Repubblica Mattarella di dar vita a  due mesi dalle elezioni al primo  Governo della 18^ Legislatura. Prof. Vezio  lei che ne pensa?
Vezio: opportune le riflessioni di coloro che mi hanno preceduto.  Non è infatti  casuale l’osservazione  dell’ex Giudice costituzionale G. Maria Flik il quale intervistato sull’argomento ha così dichiarato: “se è Renzi da dimissionario a dettare la linea del Partito Democratico c’è qualcosa che non funziona”. Il fatto, cari amici, è ancora più grave se pensiamo che la decisione di Renzi è stata approvata all’unanimità, quindi anche da coloro che fino a poche ore prima avevano bocciato la linea Renzi. Ed è così che il Paese rimane ancora in attesa del I° Governo della 18^ Legislatura!
(Dai dialoghi svolti al Circolo della Concordia)
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Giuseppe Castronovo

mercoledì 2 maggio 2018



                                     I  MESI  DELL’ANNO  IN  FILASTROCCA
                                                                          (Maggio)

                                                                 Il Maggio par che voli
                                                                  fra rondini e usignoli.

                                                              Esplode Maggio ed è beato
                                                              chi per tempo ha seminato.

                                                                     Maggio soleggiato,
                                                                   frutta a buon mercato.

                                                             Non ci son vecchi senza dolori,
                                                                      giovani senza amori,
                                                                       e Maggio senza fiori.

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martedì 1 maggio 2018


                                                      FESTA DEL LAVORO
Oggi, primo maggio, giorno in cui si celebra la “Festa del lavoro”, o “dei lavoratori”,  vogliamo ricordare a tutti  coloro che hanno responsabilità politica il primo comma dell’articolo  uno della nostra Costituzione:
                                  “L’Italia è una Repubblica democratica, fondata sul lavoro”.
(Dai dibattiti svolti al Circolo della Concordia)
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