lunedì 8 luglio 2013

LAMPEDUSA, FARO DI SPERANZA PER CHI SBARCA SULLE SUE COSTE, CHIEDE AIUTO ALL'EUROPA.


On. Straccio: collega Cencio…. che ne dici della visita di Papa Francesco a Lampedusa?

On. Cencio: è un gesto che oltre a scuotere le coscienze di ognuno di noi, dovrà indure la politica a riflettere. Vedi…., speriamo…

On. Straccio: che cosa?

On. Cencio: speriamo che questa visita contribuisca ad impedire che si affermi la globalizzazione dell’indifferenza e favorisca invece l’affermazione della globalizzazione della sussidiarietà e della solidarietà. Vedi caro Straccio…

On. Straccio: dimmi.

On. Cencio: l’architettura dei rapporti umani e sociali, senza alcuna distinzione di sesso, razza, lingua, religione, colore, si regge sulla sussidiarietà e sulla solidarietà. Due principi fondativi della convivenza umana.

On. Straccio: non posso non condividere il tuo pensiero.

On. Cencio: non si tratta di condividerlo, ma proclamarlo nelle sedi istituzionali europee e far sì che in quelle sedi venga recepito. Bisogna prendere coscienza che i drammi e le tragedie che i Lampedusani cercano quotidianamente di alleviare non sono problemi solamente italiani, ma anche europei.

On. Straccio: hai ragione! In effetti chi arriva a Lampedusa non arriva solamente in Italia, ma arriva in Europa.

On. Cencio: hai detto bene! Lampedusa è la porta d’accesso in Europa! E poiché la sussidiarietà prima di essere un istituto italiano è un istituto comunitario, il problema migratorio dal continente africano verso Lampedusa va affrontato a livello europeo applicando l’istituto della sussidiarietà.

On. Straccio: hai proprio ragione! E’ un problema, questo dell’emigrazione verso le coste lampedusane, i cui numeri biblici impongono  di affrontarlo a livello europeo. Solo così potrà essere garantita unitarietà d’intervento e di esercizio secondo criteri di maggiore efficienza.

On. Cencio: l’emigrante che sbarca a Lampedusa è una richiesta di aiuto rivolta all’Europa intera e non solo all’Italia! Quello migratorio oramai è diventato un fenomeno che richiede una regia non più solamente italiana ma anche e soprattutto europea. Lo impongono i numeri! Del resto  caro collega non puoi non riconoscere…..

On. Straccio: che cosa?

On. Cencio: che se Lampedusa è il faro che accende la speranza per chi è in balia delle onde, l’Europa è il porto che può dare sicurezza.

 

sabato 6 luglio 2013

TRA AFFONDAMENTI E SALVATAGGI CONTINUA LA BATTAGLIA NAVALE DEL COMANDANTE SCHETTTINO.


 

On. Cencio: collega Straccio….hai saputo dello sciopero degli Avvocati?

On. Straccio: si, l’ho saputo dai giornali! Dimmi….

On. Cencio: che cosa?

On. Straccio: come mai questo tuo interesse allo sciopero di questa categoria?

On. Cencio: vedi…..

On. Straccio: sono a rischio centinaia di processi e, ancora una volta, ne va di mezzo il mondo della giustizia. Un mondo che tutto possiamo dire, ma non che goda di buona salute!

On. Straccio: hai proprio ragione! Ma non so….

On. Cencio: che cosa?

On. Straccio: non so perché mi venga in mente il processo che vede coinvolta la Società armatrice  “Costa Crociere” e il Comandante Schettino che naufragò sulle coste dell’Arcipelago toscano con migliaia di turisti che videro trasformarsi qualche settimana di relax in un autentico dramma.

Non mi dire che è a rischio anche questo processo?

On. Cencio: caro collega è proprio così! L’Associazione Consumatori è furibonda perché sembra che questo sciopero possa affondare anche il “Processo Schettino”!

venerdì 5 luglio 2013

TRA LUCERTOLE RAGNI E RAGNATELE LE PROVINCE NON MUOIONO MAI.


 

 
On. Cencio: Collega Straccio siamo di nuovo al punto di partenza!

On. Straccio: a che proposito?

On. Cencio: all’ultima sentenza con la quale la Corte Costituzionale ha dichiarato l’illegittimità costituzionale della riforma delle Province contenuta nel “Decreto salva-Italia” che ne prevedeva la riduzione in base a due parametri: popolazione e superficie.

On. Straccio: almeno tra noi possiamo dircelo!

On. Cencio: cosa vuoi dire? Dimmi pure.

On. Straccio: tanto rumore per nulla! Ma è una bocciatura che poggia su solide argomentazioni?

On. Cencio: due sono le argomentazioni della Corte Costituzionale:

-trattandosi del riordino dell’asseto ordinamentale bisogna seguire il procedimento legislativo ordinario (artt. 70-73 Costituzione);

-poiché il decreto legge è chiamato a fronteggiare “casi straordinari di necessità e urgenza”, non poteva essere utilizzato, non ricorrendone i presupposti, per procedere all’accorpamento delle Province.

On. Straccio: se ho ben capito trattasi di vizi di procedura (ricorso al Decreto Legge) e non di vizi di sostanza o contenuto.

On. Cencio: hai detto bene, la riduzione si poteva fare! Il Governo  Monti ha sbagliato utilizzando il Decreto Legge per approvare una riforma ordinamentale dell’intera organizzazione della Repubblica Italiana!

On. Straccio: consentimi, però, un’osservazione.

On. Cencio: dimmi pure.

On. Straccio: come mai la “riforma Fornero”  del lavoro e delle pensioni, che è anch’essa una riforma ordinamentale, che ha creato  400.000 esodati,  addirittura con valore retroattivo e quindi in spregio palese al principio “tempus regit actum”,

è costituzionalmente legittima? Anche questa riforma è stata approvata con Decreto Legge!

On. Cencio: caro collega vedi…

On. Straccio: che cosa?

On. Cencio: per rispondere alla tua domanda due osservazioni mi sembrano opportune più che mai!

On. Straccio: quali?

On. Cencio: le leggi, come le ragnatele, acchiappano le mosche e lasciano passare le aquile! Tu capisci…

On. Straccio: che cosa?

On. Cencio: i lavoratori, purtroppo, non reggono il confronto con le Province e i Politici chiamati a occupare le poltrone che questi Enti garantiscono. Gli interessi delle Province superano di gran lunga quelli dei lavoratori e sono stati trattati diversamente. E’ un noto principio della Corte Costituzionale quello di trattare situazioni analoghe in modo uguale e situazioni diverse in modo diverso.

On. Straccio: questa è la prima similitudine, e la seconda?

On. Cencio: le Province sono come le code delle lucertole: quando le tagli rinascono.

 

martedì 2 luglio 2013

QUANDO LA POLITICA ARRIVA FUORI ORARIO.


On. Cencio: caro collega….non capisco…

On. Straccio: che cosa?

On. Cencio: perché molti politici, anche di primo piano, assomiglino così tanto ai treni?.

On. Straccio: come mai questo metaforico  parallelismo?

On. Cencio: vedi….

On. Straccio: che cosa?

On. Cencio: i politici…non c’è riunione alla quale arrivino in orario!

On. Straccio: ecco perché la politica è sempre fuori orario (meglio dire fuori tempo massimo)

 nell’affrontare i problemi del Paese!