TALVOLTA CI CHIEDIAMO:
PERCHE’ IL MONDO VA COSI’?
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CI RISPPONDE SANT’AGOSTINO
“SONO TEMPI CATTIVI, DICONO GLI
UOMINI.
VIVANO BENE E I TEMPI SARANNO BUONI.
NOI SIAMO I TEMPI”.
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FASCISTI E ANTIFASCISTI
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A BERGAMO NON C’E’ PACE
NEANCHE PER I MORTI
Totò: amici…. forse adesso è troppo!
Ambrogio: troppo che cosa? A che proposito questa tua
esclamazione?
Totò: al comune di Bergamo, ho letto su alcuni quotidiani, che qualche
settimana fa il Consiglio comunale ha apportato una modifica al Regolamento
Cimiteriale con la quale si impone a chi vuole svolgere una qualche
celebrazione al Cimitero di fornire, tra gli altri documenti, anche una
dichiarazione scritta in cui il richiedente dichiari di “essere
antifascista”.
Santo: una simile richiesta, per poter svolgere una manifestazione funebre all’interno di un Cimitero, non mi sembra il
caso di commentarla!
Nenè: che ne dice il Prof. Vezio?
Vezio: vi raccontavo, qualche settimana fa, che alcuni
giornalisti chiesero al primo Ministro inglese Winston Churchil di commentare
l’ esecuzione di Mussolini ad opera dei partigiani e in particolare gli
rivolsero questa domanda: “ci saranno
ancora i fascisti nel futuro”?.
Nenè: quale fu la risposta?
Vezio: Churchil
prontamente rispose:
“Si! Saranno coloro che si definiranno antifascisti”. Una risposta, la mia, con questo
richiamo al pensiero di Churchil, che
forse potrà far arricciare il naso a coloro che si definiscono “antifascisti
militanti”. Io, da parte mia, vi ho
riportato fedelmente la risposta di Churchil.
Santo: ma lei, prof. Vezio, come giudica l’iniziativa del
Consiglio Comunale di Bergamo?
Vezio: si tratta, è bene evidenziarlo, della richiesta di
fornire una dichiarazione scritta di antifascismo a chi intende
svolgere una funzione funebre dentro un
cimitero!
Nenè: perplessità condivisibili queste manifestate dal prof.
Vezio.
Vezio: vedete….andando di questo passo e cioè portando il tema dell’antifascismo
anche dentro i cimiteri significa assoggettare il Paese alla Democratura dell’antifascismo. Amici ….permettetemi un’ultima
riflessione.
Nenè: dica pure.
Vezio: se fossi stato componente del Consiglio Comunale della
città di Bergamo avrei invitato i
proponenti di questa proposta a preventivamente
riflettere tutti insieme sul
detto evangelico “lascia che i morti seppelliscano i morti” (Luca,
9,60).
(Dai Dialoghi svolti al Circolo
della Concordia)
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Montanelli
L’ITALIA E GLI
ITALIANI
RIFLESSI0NE DI INDRO MONTANELLI
“MA TU ANCORA NON HAI CAPITO CHE L’ITALIA E’
UN PAESE DI CONTEMPORANEI SENZA
ANTENATI, NE’ POSTERI PERCHE’ E’ SENZA MEMORIA.
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E’ UN PAESE CHE NON AMA LA STORIA. HA UNA STORIA STRAORDINARIA MA NON LA STUDIA.
(INDRO MONTANELLI)
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FASCISTI E ANTIFASCISTI NELL’OPINIONE
DEL PREMIER INGLESE WINSTON CHURCHIL
Totò: amici… ha fatto discutere, e non poco, la
decisione dell’Arcivescovo di Catania
Mons. Luigi Renna di annullare la messa che
si sarebbe dovuta celebrare
nell’anniversario dell’uccisione di Benito Mussolini, il 28 aprile di 79 anni
fa, nel 1945
Santo: ho
sentito anch’io qualcosa, ma non so cosa sia effettivamente accaduto.
Totò: come
ogni pomeriggio alcuni fedeli si recano alla chiesa Santa Caterina, nella
centrale via Umberto a Catania per la quotidiana adorazione eucaristica. Ma
trovano le porte sbarrate per decisione del Vescovo.
Santo:
perché questa decisione?
Totò: qui
doveva celebrarsi dopo l’adorazione eucaristica, stando al necrologio con la scritta “anniversario” apparso sul giornale
“La Sicilia”, una messa in suffragio per Benito Mussolini.
Il Vescovo
della Città etnea oltre a impedire la celebrazione della messa di suffragio ha
disposto anche la chiusura della chiesa per il giorno successivo.
Nenè: ha
motivato la sua decisione?
Totò: una
nota ufficiale dell’Arcidiocesi la motiva così: per evitare “non opportune
esternazioni ideologiche che nel recente passato hanno avuto degli spiacevoli
precedenti”
Santo:
condivido i dubbi del Vescovo sull’opportunità di celebrare un rito, anche se
religioso, proprio nel periodo del 25 APRILE; immagino la presenza di alcuni
gruppi antifascisti rumoreggiare dinnanzi alla chiesa durante la
celebrazione religiosa con la conseguente presenza delle forze dell’ordine per
mantenere la calma.
Nenè: che ne
dice il prof. Vezio?
Vezio:
condivisibile il ragionamento dell’amico Santo dal momento che è ormai risaputo
come “agitatori” di professione non si lascino mai scappare queste occasioni
per accendere gli animi dei presenti alle varie manifestazioni.
Ma io, se mi
permettete, vorrei sottoporre alla vostra e alla mia riflessione
questa
domanda: perché gli antifascisti devono andare a protestare dinnanzi dinanzi
a un luogo di culto (rectius: chiesa) mentre dentro si celebra una messa di
suffragio? Vedete…
Santo: che
cosa?
Vezio: è
notorio tra gli storici e gli addetti ai lavori che Benito Mussolini e il primo
Ministro inglese Winston Churchil avrebbero avuto, almeno fino al 1935, dei
buoni rapporti personali cementati da una fitta corrispondenza epistolare che
Mussolini portava con se al momento del suo arresto.
Nenè:
quindi?
Vezio:
alcuni giornalisti, a conoscenza di questa pregressa comunanza di interessi,
dopo l’uccisione di Mussolini chiesero a Churchil: “ci saranno ancora i fascisti nel futuro””. E Churchil
prontamente rispose:
“si! Saranno
coloro che si definiranno antifascisti”.
Santo: lei, prof. Vezio, come commenta
l’opinione di Churchil?
Vezio: una
cosa è certa: dubito della sincera adesione ai valori democratici dei
manifestanti che in questi giorni, ignorando l’articolo 21 della Costituzione
il quale riconosce a tutti il “diritto di manifestare liberamente il proprio
pensiero con la parola, lo scritto e ogni altro mezzo di diffusione”, hanno
impedito al Ministro Eugenia Roccella di parlare in una pubblica assemblea.
Ho
l’impressione, e concludo, ricordando ciò che accade nel campo elettromagnetico,
dove vige il principio secondo cui due corpi che hanno lo stesso tipo di carica
si respingono e viceversa si attraggono quelli che hanno cariche elettriche di
segno opposto. Ebbene, altrettanto possiamo dire che accada nel campo dei
rapporti che vengono a svilupparsi tra le forze politiche presenti nello
scenario politico italiano che si definiscono antifasciste e quelle che, pur
non definendosi fasciste, si rifiutano di aderire a quella che definiscono la
dittatura dell’antifascismo.
Un continuo
incontro/scontro in cui delegittimandosi a vicenda tengono ancora in vita un
passato che non tramonta mai. Il che
consente a entrambe di continuare a calcare la scena politica italiana.
(Dai
Dialoghi svolti al Circolo della Concordia)
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NULLA
DIES SINE LINEA
Oggi, primo
maggio festa del lavoro, vogliamo ricordare la celebre frase “Nulla dies
sine linea” che tradotta letteralmente significa Nessun giorno senza una
linea”.
La scrive lo
scrittore latino Plinio il Vecchio che, al capitolo 35 della sua “Storia Naturale”, la attribuisce al
celebre pittore greco Apelle il quale non lasciava mai trascorrere un giorno
senza aver trattato almeno una linea con il suo pennello.
Questo motto
è tuttora usato per sottolineare la necessità
che ogni giorno della nostra
vita abbia un senso.
Altrimenti
detto “un costante impegno è la
chiave di tutto”.
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