RIFLESSIONE A MARGINE DELLA “BOCCIATURA”
DEL DECRETO SICUREZZA DA PARTE DELLA
CORTE DI CASSAZIONE
Franco: amici…. è da giorni che una domanda continua a
martellarmi in testa.
Santo: di cosa si tratta?
Franco: è mai possibile che il Governo Meloni non riesca mai
ad azzeccarne una!
Marco: cioè? Puoi essere più esplicito?
Franco: cerco un (dico uno)
Provvedimento adottato dal Governo Meloni sul quale l’Ordine giudiziario
non abbia pronunciato severe e non solo rituali stroncature.
Nenè: come mai questa tua esternazione?
Franco: ne abbiamo fatto cenno qualche giorno fa: il Governo,
anche a seguito dell’allarme sociale provocato dai recenti gravi fatti di
cronaca che hanno visto vittime appartenenti alle Forze dell’Ordine pubblico e
persone che vivono nell’illegalità, ha approvato il Decreto legge n. 48 dell’11 aprile 2025 convertito
in legge dal Parlamento con legge n. 80 del 9 giugno 2025, che per brevità
chiamiamo “Decreto sicurezza”.
Trascorrono alcuni giorni e la Corte di Cassazione si mette a
studiarlo alla ricerca delle possibili criticità che possa presentare.
Santo: sono state trovate queste che tu chiama criticità?
Franco: La Corte di Cassazione ha innanzi tutto individuato un insanabile vizio costituzionale di metodo arrivando a sostenere la sua illegittimità costituzionale per mancanza dei
presupposti di “straordinaria necessità e urgenza” che possano giustificare il ricorso alla
decretazione d’urgenza, così come dispone l’articolo 77 della Costituzione.
A ciò, dice la Corte, “si aggiunge l’estrema disomogeneità
dei contenuti che avrebbero richiesto un voto separato per ogni singola
questione, mentre essendo stati inseriti in un unico articolo sono stati
approvati con una sola votazione”. Per la Corte il tema delle occupazioni
abusive e delle borseggiatrici, ad esempio, dovevano essere votati, data la
loro eterogeneità, con due separate
votazione.
La Corte ha individuato anche altri “profili problematici”
nella disciplina della materia concernente la sicurezza urbana:
-occupazione abusiva di proprietà privata e di abitazioni
in particolare;
-fenomeno delle borseggiatrici rom.
La Corte, relativamente alle occupazioni abusive,
rileva che il reato si presenta “di difficile configurabilità” e non
prevede nessuna “forma di impugnazione”.
I giudici, poi, relativamente al dilagante fenomeno del borseggio
da parte dei Rom, condanna la formulazione della norma perché “guarda
non a ciò che l’uomo fa, bensì a quel che l’uomo è”. Il riferimento alle
borseggiatrici Rom rischia di colpire, dice la Corte, le persone
(borseggiatrici) non per il reato commesso ma per il loro status sociale di
Rom; e ciò viola i principi di uguaglianza e non discriminazione.
Nenè: il Prof. Vezio oggi se n’è stato particolarmente
silenzioso e assorto nell’ascoltare la
relazione dell’amico Franco. Come mai? Ci dica la sua opinione.
Vezio: mentre ascoltavo la relazione dell’amico Franco,
pensavo anche a quanto mi ha raccontato qualche giorno fa il mio amico Renzo
(nome di fantasia) che vive a Milano.
Il mio amico ha la mamma Cecilia, vedova di anni 83, che vive
da sola anch’essa a Milano.
La sig.ra Cecilia quasi tutti i sabati alle ore 17, 30 gli telefona
per recarsi tranquillamente in Chiesa e partecipare alla Messa
prefestiva.
Gli chiedo: come mai? Ha difficoltà a deambulare e necessita
di essere accompagnata? Per fortuna no mi risponde Renzo. Il problema, mi dice,
è rappresentato dal fatto che in quel Quartiere sono numerose le occupazioni
abusive di appartamenti sebbene regolarmente abitati: organizzazioni
malavitose, approfittando anche della momentanea assenza di persone ricoverate in
ospedale per qualche disturbo, gestiscono il lucroso mercato delle occupazioni
abusive. E mia mamma teme, specie nelle serate invernali, che venga occupata
anche la sua abitazione. Ecco perché mi chiede di sostituirla mentre partecipa
alla Messa.
Mi diceva, sempre il mio amico Renzo, “se questa è la
situazione come faccio a non soddisfare questo legittimo desiderio di mia
mamma?
Quando è stato
pubblicato il “Decreto Sicurezza” ne ho parlato con lei e non puoi immaginare
come le brillavano gli occhi di gioia e mi ha detto: “se le cose stanno così potrò
andare a Messa senza che ti disturbi più, specie nei mesi invernali”
Quando poi qualche
giorno fa mi ha chiesto spiegazioni di quel che aveva ascoltato in televisione
sul parere della Cassazione, non avendo
il coraggio di dirle tutta la verità le ho detto: “mamma la legge è legge, forse hai capito male”. E
lei mi ha risposto così: “ ne abbiamo parlato con la mia amica Olga e abbiamo capito
che ancora una volta la vittoria finale
la detta la teoria del gambero. Prima ci dicono che si va avanti verso la
legalità, e poi ci dicono che hanno sbagliato e che è meglio tornare a prima ”.
Amici….mentre parlava l’amico Franco ero assorto, come
osservava Nenè, perché non riuscivo a conciliare la tragica realtà descrittami
dall’amico Franco in cui vivono interi
quartieri a Milano con le parole del magistrato Margherita Cassano -Primo
Presidente della Corte di Cassazione- la quale nel commentare favorevolmente
l’iniziativa della Corte di Cassazione, stroncando di fatto l’impianto e la
ratio del Decreto Sicurezza ha così detto: “ho l’impressione che quelle che
vengono chiamate istanze securitarie portino alla moltiplicazione di una serie
di reati che hanno un effetto più simbolico che sostanziale”.
Amici… ecco perché sono stato assorto e non sono intervenuto
nel dibattito. Sappiate che io sono dalla parte delle esigenze della Sig.ra
Cecilia più che dalla parte delle curiali riflessioni del Magistrato Margherita
Cassano.
Ritengo che quello della Cassazione e della Cassano sia un
messaggio pericoloso che sicuramente verrà letto dai vertici della malavita
come un lasciapassare per proseguire nell’illegalità, tanto la Magistratura
italiana non solo si disinteressa delle legittime aspettative della Sig.ra
Cecilia, ma non collabora con chi cerca di portare un po' di serenità tra la
gente comune.
(DAI DIALOGHI SVOLTI AL CIRCOLO DELLA CONCORDIA)
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